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    15/05/2026

Palazzo di giustizia di Napoli: studenti protagonisti della cultura della legalità

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita13_corte_dap.jpgNAPOLI - L’aula 713 del Palazzo di Giustizia “Alessandro Criscuolo” di Napoli ha ospitato un coinvolgente processo simulato che ha vistoprotagonisti gli studenti degli istituti “Elsa Morante” di Scampia e “Cartesio” di Villaricca. Per un giorno, i ragazzi hanno indossato la toga cimentandosi nei ruoli di giudici, avvocati e pubblici ministeri. Alcuni di essi hanno interpretato gli imputati, altri i testimoni, dando vita ad una esperienza formativa intensa e partecipata, capace di avvicinare i giovani ai valori della giustizia e al funzionamento del sistema giudiziario.

Al centro della simulazione processuale, il revenge porn. Un tema particolarmente delicato e attuale, affrontato con grande sensibilità dagl studenti, che hanno potuto riflettere sui rischi legati all’uso improprio dei social network, sul rispetto della dignità della persona e sulle conseguenze della diffusione non consensuale di contenuti intimi. L’esperienza ha rappresentato una preziosa occasione di confronto diretto con il mondo della giustizia, favorendo consapevolezza, senso civico e rispetto delle istituzioni.

L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli e si è tenuta all’indomani della stipula della convenzione tra la Corte d’Appello di Napoli, l’Associazione nazionale magistrati, il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli e l’Ufficio scolastico regionale della Campania, finalizzata alla diffusione della cultura della legalità, della conoscenza dei principi del giusto processo e dell’educazione civica tra le nuove generazioni, attraverso un approccio concreto e partecipativo.

A dare il benvenuto al Palazzo di Giustizia al pubblico presente in aula e alle scolaresche, la presidente Covelli: “La nostra idea è mettere a sistema questo modello educativo, ampliandolo anche ad altri istituti scolastici. Si tratta di una iniziativa di grande valore formativo e sociale, che consente ai giovani di avvicinarsi concretamente al mondo della giustizia e ai principi fondamentali del nostro ordinamento democratico.

La scuola e le istituzioni giudiziarie, Corte d’Appello di Napoli quando collaborano, svolgono una funzione essenziale nella crescita culturale e civile delle nuove generazioni. Attraverso esperienze come questa, gli studenti non solo approfondiscono la conoscenza delle regole e del funzionamento del processo, ma comprendono anche il significato autentico di parole come responsabilità, rispetto, ascolto e legalità”.

Leda Rossetti, presidente dell’Associazione nazionale magistrati di Napoli, ha illustrato l’oggetto del processo simulato: “Dopo noti casi di cronaca è stato introdotto il reato di revenge porn, adeguando il testo normativo all’evolversi della società. Oggi è una tematica, insieme a quella del bullismo, che tocca tutti i ragazzi molto da vicino, che devono fare rete, insieme agli adulti, per evitare che il disagio, l’isolamento possa spingere una persona a gesti estremi. Bisogna educare alla sensibilità, alla solidarietà, alla gentilezza, che oggi sonogesti rivoluzionari”.

Il magistrato Stefano Celentano: “Ho potuto toccare con mano l’impegno e l’entusiasmo con cui i ragazzi hanno aderito all’iniziativa. La toga che gli studenti oggi indossano è un simbolo: significa che c’è lo Stato, che risponde davanti ai cittadini attraverso lo strumento della legalità, per il fine dell’accertamento della verità e per ristabilire le regole della convivenza civile”. Parole di ringraziamento e di apprezzamento per la giornata di lavori sono giunte anche dalle docenti Ileana Manco e Daniela Sagliocchi.

 

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