AVELLINO – In occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, il sindaco di Avellino, Nello Pizza, e l’assessore alla Pubblica istruzione, Giuseppe Giacobbe, rivolgono, a nome dell’intera amministrazione comunale, un sincero augurioagli studenti, alle loro famiglie, ai dirigenti scolastici, agli insegnanti e a tutto il personale che quotidianamente lavora all’interno degli istituti cittadini.
«Il primo giorno di scuola – dichiarano – suscita sempre emozioni particolari. È il momento delle attese, dei nuovi incontri, dei ritornie delle speranze. Per alcuni rappresenta l’inizio assoluto di un percorso, per altri, invece, il proseguimento di un cammino già avviato, fatto di studio, impegno e crescita personale, destinato a rimanere impresso nella mente e nel cuore per tutta la vita. D’altronde – evidenziano–la scuola non è semplicemente il luogo in cui si apprendono nozioni e si acquisiscono competenze, ma una vera e propria palestra di vita, nella quale si impara a stare insieme e a comprendere il valore dell’impegno e della responsabilità dove si costruisce il proprio futuro».
Un pensiero particolare vaai bambini che per la prima volta entrano in aula «affinché riescano a vivere questo momento con curiosità, entusiasmo e fiducia, nella consapevolezza che anche gli errori rappresentano momenti di crescita e formazione». Al personale scolastico, invece, è rivolto un ringraziamento sincero «per il fondamentale lavoro che svolgeranno con dedizione e competenza al servizio dei ragazzi e dell’intera comunità».
Aggiornamento del 14 settembre 2026, ore 13.21 - In scena la vita - Domani tutti a scuola! Volutamente uso la maiuscola per indicare un un luogo, un tempo, una Istituzione, una comunità che riapre i battenti e mette a tema il futuro e la speranza per il bene dell’umanità. Bambini, ragazzi, giovani sono sulla linea di partenza per il suono del “primo campanello”, ma anche docenti, dirigenti, genitori, personale di supporto, ausiliari del traffico e mezzi pubblici hanno pronto il piano del primo giorno, della prima ora di lezione, del primo batticuore.
L’organizzazione della Scuola aiuta a rimodulare i tempi delle famiglie, a riportare ordine all’orario della sveglia e dell’andare a letto, alle modalità d’essere della piccola comunità domestica o della grande famiglia sociale che nella Scuola trova il suo laboratorio più fecondo. Dopo i tempi dilatati delle vacanze torna lo schema più ordinato delle ore, delle mattine a scuola e dei pomeriggi coi compiti a casa. Ma perché dobbiamo tornare a Scuola tutti, grandi e piccoli, ragazzi e genitori, docenti ed esercenti di “cornetti che scottano ancora”?
Piero Calamandrei (1889-1956), politico e giurista italiano, dice che ne va del bene del mondo ed è a tema il futuro della Repubblica: “Se si vuole che la Democrazia prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni, si può dire che la Scuola è più importante del Parlamento, della Magistratura e della Corte Costituzionale”. Una visione che pone l’Istituto Scolastico al di sopra delle grandi Istituzioni dello Stato moderno e che, spero, motivi ulteriormente il corpo docenti, i genitori, e, speriamo, anche gli alunni nel dire un grande “SI’” alla Scuola che riparte. È un “sì” a camminare insieme nel presente, portando sulle spalle il passato, per preparare un futuro avvincente per i singoli e la comunità. Un futuro all’insegna della pace, della cooperazione tra i popoli, della crescita dell’uomo, di tutto l’uomo, di ogni uomo. Il Vescovo benedice il “SI’” di tutti al primo campanello dell’Anno Scolastico 2026-27.
Non è un corpo chiuso la Scuola ma uno dei vasi comunicanti che fanno civile un popolo. Già Seneca, un autore latino, nelle Lettere a Lucilio, polemizza con una scuola chiusa in se stessa e non collegata alla vita. Una sua sentenza nata in negativo dove l’autore lamentava un nozionismo fine a se stesso, da tempo è stata modificata in positivo con “Non Scholae sed vitae discimus”: non impariamo per la Scuola, ma per la vita. Un docente mi ha comunicato il suo dolore nel vedere nei giorni di programmazione le classi vuote, i corridoi silenziosi e senza il via vai colorato degli alunni che si incrociano, si salutano, si accompagnano in gruppi da due o tre: “Aspetto con dolce ansia di ritornare in classe” mi ha detto. Domani è giunta l’ora di ricominciare. Venite: è in scena la vita! + Arturo Aiello




