ROMA – «Il Ssn continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma ha perso la capacità di erogare prestazioni in modo equo e tempestivo. Il sottofinanziamento strutturale, le diseguaglianze territoriali e sociali e la profonda crisi del personale stanno progressivamente erodendo i princìpi di universalità, uguaglianza ed equità. Queste criticità non cancellano il diritto alla tutela della salute, ma ne compromettono l’effettiva esigibilità, sempre più condizionata dal Cap di residenza e dalle condizioni economiche: oggi chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami». Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha aperto la presentazione del 9° rapporto sul Servizio sanitario nazionale (Ssn) presso la sala della Regina della Camera dei deputati.
Il 9° rapporto Gimbe fotografa lo “stato di salute” del Ssn analizzando finanziamento pubblico e riparto delle risorse alle Regioni, spesa sanitaria, livelli essenziali di assistenza (Lea), sprechi e inefficienze, personale sanitario, Missione 6 Salute del Pnrr e ruolo del privato in sanità. Il rapporto aggiorna e amplia inoltre il piano di rilancio del Ssn: una cornice strategica che, a partire dalle criticità documentate, individua le priorità per rafforzare e innovare il Ssn.




