AVELLINO – La giustizia in Irpinia naviga ancora in acque agitate. Dopo il 15 settembre, alla ripresa delle attività ordinarie, si è perfezionato – almeno sulla carta – il processo di accorpamento dei tribunali, con il consequenziale trasferimento degli uffici giudiziari di Sant’Angelo dei Lombardi e Cervinara ad Avellino, e di quelli di Ariano Irpino a Benevento. La chiusura dei tribunali soppressi ha conosciuto momenti caotici, primo fra tutti il trasloco dei fascicoli. Ad Ariano Irpino, in particolare, gli armadi del Palazzo di Giustizia sono stati svuotati solo pochi giorni prima dell’avvio dell’accorpamento. Anzi, gli avvocati del foro del Tricolle sono stati costretti a ricorrere al Tar per ottenere che le forze di polizia fossero chiamate a vigilare sull’intera operazione. Nel Palazzo di Giustizia di Avellino, invece, molti scatoloni contenenti i fascicoli del tribunale accorpato ingombrano ancora i corridoi.
Non poche difficoltà si sono presentate anche dal punto di vista logistico. La dislocazione degli uffici dei Palazzi di Giustizia “accorpanti” è stata stravolta. In quello di Avellino, in particolare, molti giudici sono stati costretti a “coabitare” con altri colleghi e stessa sorte è toccata al personale delle cancellerie. Probabilmente, però, il caso più clamoroso, anche sotto il profilo mediatico, è quello dell’ufficio notifiche di Avellino che è stato spostato in blocco a Palazzo De Peruta, che già ospita gli uffici del Giudice di pace. Il trasloco ha dato una vita alla vibrante protesta degli ufficiali giudiziari, costretti ad operare in ambienti che sono obiettivamente inadeguati per l’espletamento delle loro attività. In questo caso, però, sembra essere stato raggiunto un risultato significativo, consistente in un nuovo trasferimento degli uffici, stavolta presso i locali dell’ex distretto militare, che sono indubbiamente più confortevoli ed idonei. E l’ex distretto dovrebbe ospitare anche la sezione lavoro del Tribunale di Avellino. Rispetto a tali ipotesi, però, gli avvocati hanno già manifestato una netta opposizione. Infatti, data la simultaneità delle udienze, essi sarebbero costretti a fare la spola senza sosta tra il Palazzo di Giustizia e l’ex distretto.
Gravi disagi anche per gli avvocati. Agli inconvenienti già denunciati da tempo si aggiungono quelli derivanti dalla sorte incerta degli organismi forensi aggregati ai tribunali scomparsi. In definitiva, non è ancora chiaro se (e fino a quando) gli ordini forensi di Ariano Irpino e di Sant’Angelo dei Lombardi sopravvivranno in forma autonoma. Si tratta, peraltro, di un problema che non interessa solo gli avvocati, ma anche i giovani che intraprendono la pratica forense e, più in generale, tutti i cittadini a cui gli organismi dell’avvocatura garantiscono importanti servizi, a partire dal gratuito patrocinio. Infine, resta appeso ad un filo il destino degli uffici del Giudice di pace dell’intera provincia, eccezion fatta per quelli di Avellino, Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi. Entro il 31 dicembre dovrebbero, invece, scomparire tutti gli altri. A tutt’oggi, però, non è dato ancora sapere se la tempistica verrà rispettata o meno né sono state ancora avviate le procedure per il trasferimento del personale e dei fascicoli verso le sedi accorpanti.




