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    26/06/2026

Operaio senza stipendio si toglie la vita, il tragico annuncio dal palco dello sciopero

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_cgil-cisl-uil.jpgAIELLO DEL SABATO – Proprio nel giorno dello sciopero generale indetto dai sindacati per protestare contro il governo e la legge di Stabilità un operaio forestale di 56 anni, Franco Argenio, di Aiello del Sabato, dipendente della Comunità montana Irno-Solofrana, si è tolto la vita gettandosi in un pozzo situato in una campagna a non molta distanza dalla propria abitazione. A dare la tragica notizia dal palco di via Verdi, dove si stava svolgendo la manifestazione unitaria delle confederazioni sindacali, è stato il segretario della Cisl, Melchionna, che ha invitato i presenti ad osservare un minuto di silenzio. La mancanza di lavoro e la disperazione derivante dalla mancata corresponsione, da bene 16 mesi, dello stipendio all’origine della decisione di Argenio. L'operaio già alcune settimane aveva tentato il suicidio. È quella dei forestali, da diversi mesi senza paga, una vertenza che da tempo è alla ribalta della cronaca senza però che si giunga ad una soluzione definitiva che ponga fine alla situazione di estrema precarietà in cui vivono centinaia di persone e le loro famiglie. Il dramma di questa mattina ne è, purtroppo, una tragica testimonianza.

Aggiornamento del 15 novembre 2013, ore 16.43 – Sibilia (M5S), la misura è colma - Sulla morte del dipendente della Comunità montana “Irno-Solofrana” interviene il deputato cittadino, Carlo Sibilia, che esprime le più sentite condoglianze alla famiglia di Franco Argenio.

«Apprendo con grande rammarico della morte di Argenio. Purtroppo si tratta di una tragedia annunciata rispetto alla quale non possiamo che rimanere sgomenti ma, al tempo stesso, occorre recuperare tutte le nostre forze affinché episodi di così profonda drammaticità non accadano mai più. Non ci accoderemo, quindi, ai messaggi di cordoglio firmati da chi si interessa delle questioni soltanto post-mortem. All’inizio di novembre abbiamo lanciato due appelli affinché la vertenza dei forestali trovasse un momento di confronto tra le parti interessate, paventando allora il rischio di problemi di ordine sociale. Le parole d’ordine per la buona politica dovrebbero essere prevenzione e programmazione. Quest’ultima tragedia è l’ennesimo ultimatum lanciato a chi da anni amministra senza responsabilità. Le istituzioni regionali, sindacati inclusi, che fino ad oggi non hanno dato alcuna risposta, è ora che si muovano perché altrimenti le vittime continueranno a pesare direttamente sulle loro coscienze. Si cambi immediatamente rotta perché la misura è ormai colma».

Aggiornamento del 15 novembre 2013, ore 19.37 – Segreteria Pd - I democratici irpini assistono esterrefatti al tragico gesto di Franco Argenio.  Alla sua famiglia va la nostra vicinanza, il nostro rispetto ed il nostro più profondo affetto. Un senso di impotenza investe soprattutto gli amministratori che si rendono conto di non potere nulla o poco rispetto a situazioni così drammatiche e tristi.

Lontano da ogni minima speculazione vorremmo ancora una volta ribadire, dopo averlo già fatto nei giorni scorsi, che la complessa questione degli idraulico forestali non può rientrare come tante altre tra le emergenze sociali che la Regione non è in grado né di affrontare né tantomeno di risolvere. Coloro che governano la Regione Campania hanno il dovere di trovare una situazione definitiva alle problematiche che investono la vita di migliaia di famiglie che tanto hanno dato per difendere e salvaguardare i nostri territori, attraverso un lavoro non sempre apprezzato e valorizzato. Il Pd sarà vigile come sempre con proposte operative e concrete a tutela delle comunità montane affinché la forestazione possa finalmente rappresentare protezione del territorio sviluppo e produzione. Segreteria Provinciale Pd.

Aggiornamento del 15 novembre 2013, ore 20.19 – Comunità montana dell’Ufita - Il presidente Oreste Ciasullo, la giunta e l'intera struttura della Comunità montana dell'Ufita sono vicini alla famiglia di Franco Argenio,l'operaio della Comunità montana Irno-Solofrana che non ha retto il peso delle difficoltà del settore, che si protraggono da molti mesi, e ha deciso di farla finita. Nell'esprimere forte cordoglio, l'auspicio è che prevalga il senso di responsabilità e si assicurino ai lavoratori del comparto le risposte attese da mesi.

 

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