AVELLINO – Tagli all’assistenza domiciliare: chiesto dal comitato utenti assistenza socio-sanitaria l’intervento del sindaco di Avellino e degli altri sindaci irpini per porre rimedio ai danni provocati dall’Asl. Questo il testo del comunicato: Il 2013 - un anno difficile per la sanità in Irpinia a causa dei tagli ai servizi - è ormai alle spalle, ma i problemi per i cittadini restano. Nonostante gli utenti dell’assistenza domiciliare abbiano denunciato i gravi disagi che sono costretti a subire a causa di scelte incomprensibili e scellerate effettuate dal vertice dell’Asl di Avellino, che ha privato anche gli ammalati gravi di ogni supporto, nulla si è mosso. Nonostante sulla vicenda si sia aperta una campagna d’opinione e ci sia stato l’intervento di associazioni, sindacati, partiti e rappresentanti istituzionali (oltre ai silenzi e alle distrazioni complici di una certa parte della politica), che hanno invocato la riattivazione dei servizi territoriali, niente è cambiato. Chi ha responsabilità ha risposto con le menzogne, sostenendo che mai i servizi sono stati sospesi e che l’azienda sanitaria deve farsi carico dei problemi di budget finanziario. I cittadini, gli utenti, gli ammalati e le loro famiglie, insomma, non contano nulla. Possono essere danneggiati, presi in giro e, semmai, utilizzati per fare carriera. Tutto ciò è vergognoso ed inaccettabile.
Il vescovo di Avellino, Francesco Marino, ha espresso bene il senso vero della questione nel messaggio natalizio rivolto ai fedeli e nell’omelia della celebrazione della notte di Natale: “L’assistenza domiciliare – ha affermato – non si sospende. Non si deve sospendere. Fosse anche un solo caso, non deve capitare”. Il pastore della comunità cattolica ha testimoniato in prima persona la propria vicinanza agli ammalati, sollecitando una presa di coscienza generale sui problemi: “Credo - ha sostenuto - che come società dovremmo sentire il bisogno di essere più solidali con il prossimo e prestare maggiore attenzione verso chi vive in condizioni di difficoltà ed ha bisogno di cure”. Ma, purtroppo, il monito è stato completamente ignorato da chi, il direttore generale dell’Asl Sergio Florio, per dovere d’ufficio, lautamente retribuito, avrebbe dovuto farsi carico dei problemi. Chiediamo, quindi, ai sindaci irpini ed in particolare al sindaco del capoluogo, Paolo Foti, coordinatore dell’organismo di rappresentanza, di intervenire in maniera decisa e risolutiva. In qualità di autorità sanitarie e amministratori del territorio, raccogliendo le istanze dei cittadini, attivino tutte le misure e le azioni possibili per porre fine ad un disservizio intollerabile, se non proprio una interruzione di pubblico servizio, che minaccia e nega il diritto alla salute sancito dalla Costituzione.
Aggiornamento del 10 gennaio 2014, ore 18.42 - E’ tempo di voltare pagina nella sanità irpina e campana - Prendiamo atto con soddisfazione che, finalmente, anche la presidente della commissione regionale Servizi sociali, Antonia Ruggiero, esponente della maggioranza che sostiene il governo Caldoro, abbia assunto una posizione netta in merito al più vergognoso disservizio che si sia mai registrato nella sanità irpina: la cancellazione dell’assistenza domiciliare per un migliaio di utenti, tra i quali molti malati gravi. Ma è bene ricordare, ancora una volta, che negli ultimi anni sul territorio della provincia di Avellino si è abbattuto un vero e proprio tsunami che ha smantellato e depredato strutture ospedaliere, centri di riabilitazione e servizi di prevenzione e contemporaneamente si costringevano i cittadini a farsi carico di consistenti costi aggiuntivi. Tutto ciò è avvenuto nel mentre in altre aree della Campania continuavano, in questo come in altri settori, gli sprechi e le speculazioni affaristiche di sempre. Le responsabilità politiche e gestionali di oggi e del passato sono sotto gli occhi di tutti, ma prima o poi bisognerà pur approfondire tale argomento.
Adesso occorre voltare radicalmente pagina, ripristinando i servizi sospesi dall’Asl, revocando gli incarichi ai dirigenti che si sono dimostrati incapaci e che hanno agito contro gli interessi della comunità, a cominciare dal direttore generale Sergio Florio, liberando la sanità campana e tutti i servizi essenziali dalla piovra politico-economico-mafiosa che sinora l’ha stritolata, riprogettando il piano ospedaliero regionale, rilanciando i servizi territoriali irpini e archiviando definitivamente la disastrosa logica privatistica che ha provocato soltanto danni ai cittadini. Ci attenderemmo, in verità, che chi ha avuto responsabilità oggettive per quanto è accaduto – in questi giorni come in questi anni – paghi, anche penalmente. Non si può consentire, come è avvenuto in Irpinia, che un pubblico servizio essenziale ed, in alcuni casi vitale, venga improvvisamente interrotto. Ci appelliamo, dunque, alla Procura della Repubblica di Avellino per gli accertamenti del caso.
Ribadiamo ancora una volta che il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione italiana.




