Adi, dai sindaci sfiducia a Florio

Mercoledì 29 Gennaio 2014 14:26 Red.
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Sergio Florio e Paolo FotiAVELLINO – «Abbiamo rilevato un’evidente discordanza tra i dati forniti dall’Asl e quelli provenienti dal territorio. Alla luce di tale elemento è apparso indispensabile un aggiornamento della riunione alla prossima settimana. Per questo abbiamo ritenuto opportuno invitare il direttore generale Sergio Florio». Così il sindaco di Avellino Paolo Foti ha riassunto l’esito della riunione del Comitato di rappresentanza dei sindaci dell’Asl che s’è svolta questa mattina a Palazzo di città e durante la quale è stata affrontata l’irrisolta questione dei tagli all’assistenza domiciliare integrata e oncologica. Alla riunione erano presenti anche i primi cittadini di Lioni Rodolfo Salzarulo, di Bisaccia Salvatore Frullone, di San Martino Valle Caudina Pasquale Ricci.

«Dal monitoraggio effettuato nei distretti sanitari della provincia – ha spiegato Salzarulo – risulta che l’assistenza è negata a quasi 300 persone che ne avrebbero i requisiti e che fino al 22 novembre, data della direttiva 7671 con la quale l’Asl ha ridimensionato i trattamenti, rientravano nel sistema delle cure domiciliari. La fase interlocutoria è finita». Poi l’ultimatum al direttore generale: «O Florio soddisfa l’esigenza di sanità sul territorio oppure saremo costretti ad azioni determinate, dalla messa in mora alla presentazione della sfiducia». Nell’incontro che si terrà il 7 febbraio sempre a Palazzo di città, «pretenderemo i numeri esatti relativi solo e soltanto ai pazienti in assistenza, perché non possiamo più fidarci delle cifre esposte sinora dal direttore generale».

Il 7 febbraio sarà presente anche il manager dell’azienda ospedaliera «Moscati», Giuseppe Rosato, che relazionerà sulla questione relativa al Piano di emergenza sanitario. Ha spiegato ancora Salzarulo: «La Rete assorbe il 20% delle risorse sanitarie e soddisfa appena il 10% delle emergenze, ciò accade perché la quasi totalità dei pazienti si reca in ospedale con mezzi propri. È necessario ripensare il servizio del 118 che attualmente è gestito dalla centrale operativa dell’azienda ospedaliera».