AVELLINO – Una folla immensa ha dato questa mattina l’ultimo saluto a Gabriele Matarazzo nella chiesa di San Francesco al rione Ferrovia con sullo sfondo, alle spalle dell’altare, il grande affresco della pace di Ettore de Conciliis. Ha officiato il rito funebre don Vitaliano Della Sala mentre a ricordarne la figura sono stati Amato Barile, già sostituto procuratore della Repubblica di Avellino, e Generoso Picone, responsabile della redazione avellinese del Mattino. Tra gli altri erano presenti il sindaco di Avellino Paolo Foti, l’ex sindaco Antonio Di Nunno, l’ex presidente del Consiglio comunale Antonio Gengaro, il presidente dell’Alto Calore Lello De Stefano, tanti amministratori e rappresentanti della sinistra politica irpina tra cui Nuccio Di Pietro, Amalio Santoro, Ettore De Socio, Pierino De Gruttola, Giuseppe Moricola, Ugo santinelli, il presidente del Corecom Campania Gianni Festa, fondatore del Corriere, quotidiano dell’Irpinia, i colleghi giornalisti dei tempi di Radio Irpinia Giuseppe Impagliazzo, Antonio Carrino, Mimmo Rossi, i presidi Franco Festa e Mario Matarazzo, il maestro Giovanni Spiniello, la docente universitaria Carla Perugini e tanti, tanti altri amici che, stringendosi intorno alla cugina, signora Lia Canonico, hanno rivolto a Gabriele l’estremo saluto con convinta e commossa partecipazione. Qui di seguito un ricordo di Lucio Napodano, responsabile della condotta di Avellino di Slow food di cui Gabriele è stato un convinto sostenitore.
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L’ultima volta che l’ho incontrato è stato in occasione del Laboratorio del Gusto sull’olio extravergine d’oliva presso il carcere borbonico di Avellino il 14 dicembre 2013. Com’era solito fare, è arrivato presto, si è informato, ha dato uno sguardo in giro con il suo sorriso ironico e dolce, compiaciuto che Slow Food funzionasse bene, ed è andato via prima che la manifestazione iniziasse, salutandoci per l’ultima volta. All’inizio degli anni ’90 fu Gabriele ad introdurmi in Slow Food. Era stato uno dei primi ad iscriversi in Campania e mi ha subito colpito la sua passione, la onestà anche intellettuale con la quale gestiva la condotta, che dopo la rifondazione avvenuta nel 2008 chiamammo Avellino in suo onore. Oggi, nella chiesa di San Francesco al rione Ferrovia ha salutato tutti gli amici attraverso le parole commosse di Amato Barile e Generoso Picone, durante il rito funebre officiato da Don Vitaliano Della Sala, aperto e concluse con le note di Bella Ciao! suonate dal Maestro Santaniello. Addio caro amico e nobile persona!




