ROMA – Terra dei Fuochi e Isochimica all’attenzione della XII Commissione del Senato, consesso che - presieduto dalla senatrice Emilia Grazia De Biasi - si occupa delle problematiche concernenti l’igiene e la sanità. La Commissione sta conducendo un’indagine conoscitiva sugli effetti dell’inquinamento ambientale sull’incidenza dei tumori, delle malformazioni feto-neonatali ed epigenetica. Per l’inquinamento nel Casertano è stato ascoltato il Procuratore presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo. Sui danni causati dall’Isochimica la Commissione ha voluto sentire il Procuratore di Avellino, Rosario Cantelmo, il quale era accompagnato dai pubblici ministeri Elia Taddeo e Roberto Patscot, nonché dal dottor Antonello Volpe, consulente tecnico.
Il dottor Cantelmo ha chiesto che, a tutela del segreto investigativo, le notizie che avrebbe fornito al consesso senatoriale fossero secretate. Questa circostanza ha fatto scattare la norma regolamentare in virtù della quale ai lavori della Commissione avrebbero potuto partecipare soltanto i componenti della stessa. Quindi alcuni senatori – e tra questi Cosimo Sibilia – che intendevano assistere all’audizione del procuratore Cantelmo, hanno dovuto lasciare l’aula. Non si sa ovviamente quello che Cantelmo e i suoi pm hanno riferito ai commissari. Ma devono aver detto diverse cose visto che, come risulta dal resoconto ufficiale della seduta, hanno parlato per un’ora e cinque minuti. All’uscita bocche cucite, dunque, sia da parte dei magistrati partecipanti all’audizione sia da parte dei senatori commissari.
Intanto nell’area prossima allo stabilimento dell’ex Isochimica a Pianodardine continuano i controlli per verificare il livello d’inquinamento ambientale, in particolare per accertare il quantitativo di fibre d’asbesto presenti nell’aria. Gli abitanti del quartiere seguono con grande apprensione gli sviluppi della vicenda che finora ha già causato diversi morti tra i dipendenti della fabbrica che scoibentava, senza adottare alcuna efficace precauzione, le carrozze ferroviarie. Peraltro, le centinaia di blocchi di cemento nei quali era stato incapsulato l’amianto tolto dai vagoni sono state lasciate all’aria aperta, prive di protezione, così che hanno potuto contaminare gravemente l’ambiente.




