AVELLINO – “La vostra è una professione importante, fondamentale per informare nella maniera corretta e formare le coscienze nella lotta contro la criminalità organizzata”: esordisce così Rosario Cantelmo, procuratore della Repubblica di Avellino, relatore questa mattina, al circolo della stampa di Corso Vittorio Emanuele, al corso di deontologia per la formazione professionale organizzato dall’Ordine dei giornalisti della Campania rappresentato dal presidente Ottavio Lucarelli e dal referente locale dell’associazione della stampa, il collega del Mattino Gianni Colucci. Dinanzi ad un folto ed attento uditorio Cantelmo ha ricordato che la guerra che lo Stato ha intrapreso contro la camorra e la mafia non è stata ancora vinta. “Non bisogna assolutamente abbassare la guardia – ha sottolineato il Procuratore Cantelmo – perché la camorra è molto attiva, ben organizzata sul territorio, spesso con il consenso da parte della società civile, in grado perfino di condizionare l’economia. È appena il caso di far notare che la confisca dei beni della criminalità organizzata consentirebbe di poter procedere al risanamento del deficit pubblico!”.
Che cos’è la camorra, che cos’è la mafia? Lo spiega nei particolari Cantelmo ricordando le vittime della malavita organizzata con riferimenti che vanno dall’assassinio di Emanuele Notarbartolo, prima vittima eccellente della mafia, all’eccidio del generale Dalla Chiesa e della sua giovane moglie Emanuela Setti Carrara, del giornalista Giancarlo Siani, dei sacerdoti don Peppe Diana e don Pino Puglisi, fino ad arrivare a Barbara Asta e ai suoi figlioletti. Che cos’è la camorra? “La camorra è un inferno – sottolinea Cantelmo – che bisogna combattere tutti insieme: fondamentale il ruolo dei giornalisti e dell’informazione nel formare le coscienze, fondamentale il ruolo della società civile”.




