VERONA – La piramide della qualità dei vini stabilita dalla normativa comunitaria colloca al top i docg, vale a dire i vini con denominazione di origine controllata e garantita; a seguire ci sono le doc, le denominazioni di origine controllata, poi le igt, le indicazioni geografiche tipiche. Tutte insieme costituiscono le Dop, denominazioni di origine protetta. L’organismo che valuta le qualità organolettiche di un vino e sancisce se sia o meno meritevole di una delle suddette denominazioni è la Commissione di degustazione composta da tecnici e esperti iscritti in appositi albi.
Le sedute di tale consesso non sono pubbliche, quindi quello che avviene nelle segrete stanze lo si può soltanto ipotizzare. Ma la Camera di Commercio di Avellino - in collaborazione con Agroqualità, una società del sistema camerale per la certificazione di qualità dei prodotti agro-alimentari- ha preso l’interessante (e inedita) iniziativa di aprire le porte di una riunione della Commissione di degustazione così che tutti possono assistere “live” alle procedure seguite dagli esperti nel degustare un vino allo scopo di concedere o meno il richiesto riconoscimento. L’evento è previsto per mercoledì prossimo a Verona, in occasione del Vinitaly inaugurato ieri dal ministro Martina, e si svolgerà dalle ore 13 alle 14 presso il padiglione Irpinia allestito dall’ente di piazza Duomo.
Ad aprire i lavori sarà proprio il presidente di Agroqualità, Paolo Rovellotti, che illustrerà il sistema dei controlli sulla filiera enologica. Sarà effettuata, poi, una simulazione dell’esame organolettico di un vino per verificarne l’ idoneità ad essere posto in commercio. Con questa iniziativa che ha chiari intenti di trasparenza, ha detto Achille Tonani, amministratore delegato di Agroqualità, “vogliamo coinvolgere le imprese del settore, accorciando le distanze tra certificatori e certificati mostrando al pubblico un’attività, normalmente riservata, indispensabile affinché un vino possa fregiarsi del marchio Doc o Docg”.
“L’iniziativa promossa con Agroqualità - ha dichiarato Costantino Capone, presidente della Cciaa irpina - rafforza l’impegno della Camera di Commercio di sostenere con servizi altamente qualificati la crescita delle imprese, L’obiettivo è creare una strategia di sviluppo che punti sulle risorse migliori del nostro territorio e il vino è una di queste. L’Irpinia detiene un patrimonio ambientale che va sfruttato al meglio ed il vino può essere anmbasciatore di questo messaggio affinché i mercati esteri capiscano che dietro quella bottiglia c’è una grande realtà territoriale che punta sulla qualità”.
