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    26/06/2026

La giustizia avellinese tra vecchi e nuovi problemi

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Il Tribunale di AvellinoAVELLINO – Con il trasferimento dell’ufficio notifiche nei locali dell’ex distretto militare sembra essere ormai ultimato il processo di profonda trasformazione che negli ultimi mesi ha interessato gli uffici giudiziari di Avellino. Non sono mancati (e tuttora non mancano) gravi disagi, che sono legati alla evidente inidoneità del Palazzo di Giustizia ad ospitare il personale e i magistrati dell’ex Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi. In molti casi i dipendenti ed i giudici “santangiolesi” condividono le stanze con i colleghi “avellinesi”, con inevitabili ricadute sulle condizioni di lavoro e di erogazione dei servizi all’utenza. Anche le aule di udienza sembrano inadeguate in considerazione dell’aumentato carico del contenzioso. Tuttavia, dal punto di vista delle risorse umane è confortante registrare un deciso incremento del numero dei giudici in servizio. Rispetto ai 39 posti previsti in pianta organica, sono ormai occupate 38 caselle, anche grazie al recente trasferimento di alcuni magistrati di origine irpina che avevano finora prestato servizio in altre sedi.

Restano ancora divisi, invece, gli ordini professionali. La nuova riforma della geografia giudiziaria, infatti, non ha inciso sull’articolazione territoriale degli ordini forensi, di modo che tuttora esiste ed opera l’Ordine degli avvocati di Sant’Angelo dei Lombardi. Anche in questo caso gli operatori del settore hanno fronteggiato brillantemente i disagi e gli inconvenienti causati da interventi legislativi frammentari e per certi versi contraddittori. Malgrado l’accorpamento, infatti, i due Ordini continuano ad erogare efficacemente i loro servizi all’utenza, che, peraltro, non è formata soltanto dagli avvocati.

Ma un’altra sfida attende gli operatori del settore. Si tratta dell’avvio del processo civile telematico, che dal prossimo 30 giugno determinerà una vera e propria rivoluzione nella gestione delle pratiche e dei procedimenti giudiziari. A partire da quella data, infatti, gli atti processuali civili dovranno essere depositati nelle cancellerie esclusivamente in forma elettronica. Ciò implica che avvocati e personale di cancelleria debbano dotarsi di un nuovo know how, che richiede l’utilizzo di software e strumenti informatici, in alcuni casi anche abbastanza complessi. Anche su questo piano gli addetti ai lavori della giustizia avellinese si sono fatti trovare pronti. Già da alcuni anni gran parte degli avvocati è collegata on line con le cancellerie del Tribunale di Avellino, ricevendo in tempo reale gli aggiornamenti dei loro fascicoli processuali, ivi compresi i provvedimenti emessi di volta in volta dai giudici. E, forti dell’esperienza già maturata, alcuni professionisti hanno aderito ad un progetto avviato dall’Ordine forense di Avellino, diretto a sperimentare le nuove procedure di deposito elettronico degli atti processuali ancor prima che esse diventino obbligatorie.

Purtroppo, a fronte dell’impegno degli avvocati, dipendenti e giudici del Palazzo di Giustizia di Piazza d’Armi nell’affrontare i problemi derivanti dall’accorpamento e dalla implementazione delle nuove procedure informatiche, si registra un sostanziale disinteresse delle istituzioni locali, che è stato recentemente sottolineato anche dal dr. Rescigno, presidente pro tempore del Tribunale. Tuttora, infatti, non è stata data risposta alle richieste di reperimento di spazi più ampi e di sistemazioni più confortevoli ed idonee a garantire un adeguato livello di benessere sia agli operatori sia agli utenti del sistema-giustizia.

 

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