Vittime dell’amianto, si rilancia la vertenza Isochimica

Sabato 26 Aprile 2014 18:53 Marco Monetta
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita3_racconto__giu.jpgAVELLINO – Torna al centro del dibattito pubblico la vertenza dell’ex Isochimica di Borgo Ferrovia. L’occasione è quella di un fine settimana di mobilitazione che culminerà lunedì 28 nella celebrazione della VIII Giornata mondiale per le vittime dell’amianto. Istituita nel 2005 al forum di Porto Alegre, e confermata dalla Conferenza europea di Bruxelles all’interno della Giornata per la sicurezza della salute nei luoghi di lavoro, la ricorrenza chiama a raccolta ex operai e familiari delle vittime, 15 in tutto finora, che si sono ammalati nel corso degli anni dopo che la fabbrica che scoibentava le carrozze di Ferrovie dello Stato ha chiuso i cancelli nel 1988. Un numero, quello delle vittime, che potrebbe essere ben più alto in realtà. Più di 150 gli ammalati irpini, un’ottantina i lavoratori del Salernitano. A questo è chiamata a rispondere la maxi inchiesta della Procura di Avellino che finora vede 24 indagati tra dirigenti e amministratori pubblici.

Amianti, il comitato dei lavoratori dell’ex Isochimica ha indetto per oggi pomeriggio al Centro sociale Della Porta un’assemblea generale convocata per fare il punto della situazione tra il Comitato Amianti, politici, forze sindacali e cittadini. Per lunedì, l’appuntamento è in mattinata alle ore 09.30 nella cattedrale di Avellino per una messa commemorativa che sarà celebrata dal vescovo Francesco Marino. Da lì partirà un corteo fino alla prefettura, dove gli operai si fermeranno in sit-in con interventi rivolti alla cittadinanza, contestualmente alla consegna nelle mani del prefetto Carlo Sessa, in qualità di rappresentante locale del governo, della lettera di sollecitazione alla regione Campania ed al governo affinché si attivino al più presto per la soluzione dell’emergenza amianto.

Una manifestazione analoga si terrà nelle stesse ore a Salerno, il teatro sarà il palazzo della prefettura in piazza Amendola. Un sit-in unitario che coinvolgerà tutte le sigle sindacali a sostegno della proposta di legge del piano nazionale amianto. Anche qui verrà presentata un’istanza al rappresentante del governo, la dottoressa Gerarda Maria Pantalone. Un doppio impegno pensato per tutti quegli ex lavoratori che partivano la mattina dalla provincia salernitana per dirigersi in quella che negli anni a seguire sarebbe stata ribattezzata “la fabbrica dei veleni” di Elio Graziano. Nel pomeriggio, invece, alle 17.30 verrò presentato al Punto Einaudi di piazzetta Barracano il libro Il racconto giusto (ed. Ediesse), scritto da Anselmo Botte. Organizzato dalla Cgil Salerno, l’opera raccoglie le testimonianze di Nicola Abrate, Michele Aversa, Giovanni Donnarumma, Nicolangelo Gravina, Antonio Melillo e Carlo Sessa, ex lavoratori della fabbrica killer. Presentazione che a breve verrà riproposta anche ad Avellino.

Mesi densi di attività quelli del comitato, che sta cercando con pressioni costanti su istituzioni e parlamentari di ottenere il prepensionamento per quei lavoratori che si sono ammalati a causa dell’assenza pressoché totale di protezioni e procedure di prevenzione nel lavorare le polveri di amianto. In primis, la richiesta all’on. Cesare Damiano, Pd, presidente della Commissione Lavoro, di presentare una proposta di legge che formalizzi lo stato degli ex operai. Stessa richiesta pervenuta al segretario provinciale del Pd De Blasio, affinché si facesse promotore presso la segreteria Renzi di un atto d’indirizzo o decreto interministeriale specifico per risolvere “l’anomalia Isochimica”. In secondo luogo, quella che loro stessi definiscono un «paracadute», ovvero la presentazione da parte di Cgil Cisl e Uil di un “Piano nazionale amianto”, teso a sollecitare prevenzione e attenzione alle bonifiche necessarie. Un iter ancora incerto sul quale gli ex lavoratori non hanno intenzione di abbassare la guardia.