AVELLINO – Senza stipendio i lavoratori dell’Alto Calore Servizi: la denuncia viene dalle segreterie provinciali di Filctem-Cgil e Femca-Cisl che hanno chiesto al prefetto di Avellino di convocare presidente e Cda dell’ente di Corso Europa per un esame della situazione al fine di evitare che ci possano essere disagi per le popolazioni dell’Irpinia e del Sannio, vale a dire le due province nei cui territori ricadono i Comuni che usufruiscono dei servizi idrici dell’Acs.
Nei fatti – si legge in un comunicato a firma dei segretari di categoria Franco Fiordellisi (Filctem-Cgil) e Antonio Olivieri (Femca-Cisl) – l’assemblea dei soci della spa Acs in data 23 aprile 2014 ha approvato il bilancio di esercizio e lo stato patrimoniale 2013, e, quindi, sancito di fatto, con un debito strutturale di euro 104.408.277 e un disavanzo di esercizio pari a euro 5.266.772, lo “stato di crisi” che il sindacato di categoria ha evidenziato con largo anticipo. Ad oggi, 30 aprile 2014, i lavoratori di Acs spa non hanno percepito lo stipendio. È la prima volta, dopo circa 80 anni di vita dell’azienda, che i lavoratori si trovano ad affrontare simili difficoltà. Ciò nonostante, il personale Acs continua a garantire l’erogazione del servizio idrico effettuando manovre di intervento di riparazione sulle reti dei Comuni dell’Irpinia e del Sannio. A fronte di tanto riteniamo la situazione venutasi a creare non più sostenibile né gestibile dal versante delle possibili azioni che le maestranze possono porre in essere”.




