Acs, convocate le parti in prefettura. La nota della Uiltec

Mercoledì 07 Maggio 2014 16:44 Red.
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Ciro TacconeAVELLINO – S’inasprisce il confronto tra sindacati e vertici dell’Alto Calore a proposito della gestione dell’ente di Corso Europa e, in particolare, sullo stato di agitazione messo in atto dai lavoratori per il mancato pagamento delle spettanze di aprile su cui, peraltro, c’è stata la smentita del presidente De Stefano. Proprio mentre giunge dalla prefettura la convocazione delle parti per il prossimo 12 maggio per un esame della situazione, il segretario Uiltec Avellino-Benevento, Ciro Taccone, si fa portavoce con una nota di una dura requisitoria contro l’operato del presidente De Stefano.

“In Alto Calore Servizi – si legge nel comunicato – neanche il preannunciato collasso economico riesce a concretare una seria riorganizzazione aziendale. Anche stavolta di fronte ad una rimodulazione dei trattamenti aggiuntivi, allegramente elargiti, si è infranto l’entusiasmo del presidente De Stefano aggredito da un sottile sovvertimento fino a diventarne vittima e ostaggio. Paradossalmente il suo non fare ha rafforzato il sistema dannoso e non ha consentito di riportare l’azienda verso i fondamentali di una normale azienda di servizio. È stata eccessiva l’attesa delle sue azioni, delle sue mancate proposte, delle inconcludenti riunioni che hanno prodotto tanta enfasi, tanto disordine, fino a far apparire dissociate finanche le organizzazioni sindacali.

Superata la premessa, chiediamo al presidente Acs:

Purtroppo sono molteplici le carenze clamorosamente reiterate, anche recentemente, che schiantano l’Acs lasciandolo senza via d’uscita.

Se poi, come si vocifera, l’attuale Cda Acs è intenzionato ad aprire lo stato di crisi aziendale in seno al tavolo prefettizio, ci preme subito evidenziare che, prima di ciò, dovrebbe essere esposta ai sindacati, in sede aziendale, la situazione economica finanziaria, la proposta aziendale di risoluzione delle deficienze riscontrate e, soprattutto, il potersi confrontare onde addivenire ad un’auspicata condivisione. Senza una completa analisi, senza aver ricercato soluzioni fatte anche attraverso una corretta ed equa rimodulazione dei premi, specie per quelli corposi e non tollerabili, come si potrebbero serenamente individuare esuberi o riduzioni di prestazione lavorativa per alcuni lavoratori? Perché azzardare frettolosi percorsi di ammortizzatori sociali che nuocerebbero in maniera particolarmente gravosa sui lavoratori a basso reddito e privi dei privilegi economici aggiuntivi? In più riteniamo che, ancor prima di far ricorso agli ammortizzatori sociali, debbano essere azzerate, senza indugio, tutte le spese accessorie e voluttuarie compreso la produzione di film, le auto blu e le esternalizzazioni delle attività che, tutte insieme, notoriamente provocano corpose fuoriuscite di economia. In ultimo, per evitare strumentalizzazioni, ci preme evidenziare che non siamo appassionati della sede in cui volge il confronto con il Cda, sia essa aziendale sia essa prefettizia, ci interessa, invece, la soluzione all’attuale stato di crisi economica che sia capace di rompere antichi privilegi, di ridurre le diseconomie e di rendere un solido efficientamento della società Acs”.