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    26/06/2026

Diritti e identità, la campagna della Cgil per Ciriaco Destiny

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita3_ius_cgil.jpgAVELLINO – Ciriaco Destiny è il bimbo nato ad Avellino il 7 marzo del 2012. Da pochi giorni – si legge in un comunicato della Cgil – è rimasto orfano dopo la morte prematura della madre nigeriana, deceduta all’ospedale di Benevento, a seguito di una grave malattia, giunta in Irpinia dopo uno dei tanti approdi disperati sulle coste italiane. Ciriaco non ha più nessuno né i familiari, tantomeno le istituzioni che non hanno voluto riconoscere alcun sussidio alla madre ed a lui. Pur essendo nato sul territorio italiano e vivendo da sempre in Italia, per la legge Ciriaco non ha diritto, non ha alcun riconoscimento tantomeno alcun tipo di assistenza.

La Cgil di Avellino – che insieme alla Cgil nazionale – porta da tempo avanti la battaglia per lo ius soli, la campagna per estendere tutele e garanzie ai nati sul territorio italiano, lancia l’appello e promuove l’iniziativa volta a garantire assistenza e diritti a tutti i bambini, figli di profughi, che nati sul territorio italiano altro non sono che una data di nascita.

“Al momento la nostra emergenza si chiama Ciriaco Destiny – dice Giovanni Villani della Cgil, che da anni segue il fenomeno dei profughi in Irpinia e la loro collocazione – ma esisteranno altre emergenze che non possono essere affrontate con improvvisazione, così come è stata gestita la vicenda e continua ad essere gestito il flusso di profughi e migranti. Fino ad oggi abbiamo assistito – e denunciato – la mera collocazione dei profughi presso le strutture alberghiere, volta solo a gestire il flusso di danaro messo a disposizione per l’alloggio dei profughi, abbandonati a loro stessi. Adesso assistiamo a basse speculazioni su casi umani che riguardano infanti, come nel caso di Ciriaco, per il quale, prima non è stato riconosciuto alcun sussidio alla madre, ed oggi, chi gli ha negato un diritto, promette di effettuare un’adozione. È su queste vicende che dobbiamo riflettere sul nostro essere Paese e provincia civile. Per questo chiediamo la riattivazione del tavolo per il monitoraggio dei flussi migratori, una nuova politica nella gestione dei profughi, in attesa che la macchina della solidarietà si sostituisca alle istituzioni, così come la Cgil ha fatto in questi mesi, per garantire a Ciriaco Destiny e a tutti gli altri bambini sfortunati, una degna esistenza e soprattutto per donare loro identità e diritti da italiani quali sono a tutti gli effetti”.

 

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