AVELLINO – La venuta in provincia del vice ministro Filippo Bubbico – giunto per presenziare alla cerimonia di avvio del maglificio di Quindici, sorto in una villa confiscata al clan Graziano – ha rappresentato l’occasione per il personale della prefettura di Avellino per rivolgere un appello sulla paventata riduzione delle prefetture. Le quali dovrebbero restare – secondo il disegno del governo – soltanto nei capoluoghi di regione e in nelle aree strategiche per la lotta contro la criminalità organizzata.
“La soppressione del 60% degli istituti prefettizi – scrivono nella lettera consegnata al rappresentante del governo i dipendenti della prefettura avellinese – provocherà inevitabilmente disagi all’utenza, perdita di senso dello Stato, ma anche ulteriore impoverimento economico nei centri dove la loro presenza è stata garantita fino ad oggi. Ciò comporterà, in breve tempo, lo smantellamento di tutta l’amministrazione periferica dello Stato”. “Il personale della Prefettura di Avellino ritiene doveroso segnalare – si legge ancora nella missiva – che non è privando il Paese degli istituti prefettizi che si realizza quel processo di semplificazione dell’organizzazione democratica e amministrativa”.
I dipendenti prefettizi di Avellino ricordano nella loro lettera-appello le principali funzioni svolte sul territorio dalle prefetture; ad iniziare dall’ordine pubblico alla sicurezza, dalla mediazione sulle vertenze di lavoro alla conciliazione dei conflitti sociali, dal soccorso pubblico all’immigrazione, ai servizi elettorali. Per quanto riguarda in particolare la provincia di Avellino richiamano l’attenzione sull’ampiezza territoriale (ben 118 Comuni e mezzo milione di abitanti), sulla morfologia del suolo – prevalentemente montano –, sul rischio sismico e idrogeologico che caratterizza l’area irpina. Concludono il loro appello chiedendo a Bubbico un autorevole intervento presso il ministro Angelino Alfano e presso il presidente del Consiglio Matteo Renzi affinché “prendano in seria considerazione le forti preoccupazioni che coinvolgono non solo i dipendenti, ma anche tutte le comunità coinvolte nell’ipotesi di soppressione degli uffici territoriali del governo”.
