Gridelli: «Nuove terapie per sconfiggere il tumore al polmone»

Giovedì 26 Giugno 2014 12:11 Red.
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Cesare GridelliROMA – Nuovi farmaci intelligenti e a bersaglio molecolare, diagnosi precoce, chemioterapia e multidisciplinarietà al servizio del paziente: sono questi i temi chiave che verranno affrontati durante la IV Conferenza internazionale di oncologia toracica organizzata dall’Aiot (Associazione italiana di oncologia toracica) che si terrà  dal 26 al 28 giugno a Roma presso Roma Eventi – Piazza di Spagna.

“Big killer, il tumore al polmone - dichiara Cesare Gridelli  (presidente Aiot e direttore del dipartimento di onco-ematologia dell'Azienda ospedaliera S.G. Moscati di Avellino) fa registrare ogni anno in Italia 38.000 nuove diagnosi causando il 2,4% della mortalità per malattie. Nonostante l’altissima incidenza, molti passi in avanti sono stati fatti dal punto di vista terapeutico e oggi il tumore può essere sconfitto nel 20% dei casi grazie all’innovazione apportata dai nuovi farmaci. Oggi questa neoplasia non viene considerata soltanto dal punto di vista istologico, ma anche da quello genetico e molecolare. Trattamenti personalizzati – quindi – e nuove terapie a bersaglio molecolare sono le armi con cui si cerca di sconfiggere la malattia”.

Come sottolineano Filippo de Marinis (Past President Aiot, presidente della IV Conferenza internazionale di oncologia toracica e direttore della divisione di oncologia toracica dell’Istituto europeo di oncologia di Milano) e Cesare Gridelli (“oggi sembra aprirsi una nuova strada: quella dell’immunoterapia. Questa particolare tipologia di trattamento - che può essere utilizzata anche in combinazione con altri farmaci - cerca di combattere il tumore attivando e amplificando le risposte immunitarie dell’organismo contro la malattia. La ricerca ha individuato specifici bersagli molecolari i cosiddetti check point immunologi che permettono di modulare la risposta del sistema immunitario contro il tumore. Per il tumore al polmone risultati importanti sono ora disponibili in particolare in riferimento a due classi di farmaci gli inibitori di PD-1 e PDL-1 che, anche se in fase sperimentale – hanno determinato in pazienti che fortemente esprimono tali recettori circa il 70% di regressioni tumorali e hanno sfondato il tetto della percentuale di risposte di lunghissima  durata del 10-15%, soglia che non era mai stata raggiunta negli ultimi 30 anni. Queste due molecole (PD-1 e PDL-1) impediscono alle cellule del sistema immunitario di attaccare le cellule tumorali, permettendo loro di sopravvivere e moltiplicarsi: inibire PD-1 e PDL-1 potrebbe portare a risultati molto importanti e durevoli nel trattamento del tumore al polmone”.