NAPOLI – “Nel corso della mia esperienza come presidente della Commissione Agricoltura – spiega Pietro Foglia - ho avuto modo di portare all’attenzione del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali nonché dell’Ambiente, le numerose istanze, a me pervenute dai sindaci e dalle organizzazioni professionali, che chiedevano di porre ordine in materia di disciplina legislativa, proprio sulle questioni relative all’abbruciamento dei residui vegetali, ancor più dopo l’entrata in vigore della legge 6/2014, così detta legge sulla “Terra dei fuochi”. Mi compiaccio per il risultato raggiunto che segue l’impegno e il lavoro mio personale e della commissione Agricoltura che ho presieduto che, sull’argomento, ha tenuto diverse audizioni con la partecipazione di tutti gli attori interessati. Ritengo quanto mai opportuno che gli uffici regionali assicurino un’adeguata informazione e supporto ai sindaci per la predisposizione delle ordinanze in conformità a quanto previsto dalla citata disposizione”. È quanto sottolinea il presidente del Consiglio regionale della Campania, Pietro Foglia, già presidente della commissione Agricoltura, in merito alla questione dell’abbruciamento dei residui vegetali e, in particolare, alle previste disposizioni di cui all’art.14, comma 8, lett.b del DL 91/2014. Articolo che, modificando l’art.256 bis del decreto legislativo 152/2006, recepisce le sollecitazioni delle organizzazioni agricole, in particolare degli operatori della filiera castanicola e corilicola della regione Campania e, nello specifico, delle piccole aziende agricole a conduzione familiare.
L’articolo, nello specifico, recita: “non si applicano al materiale agricolo e forestale derivante da sfalci, potature o ripuliture in loco nel caso di combustione in loco delle stesse. Di tale materiale è consentita la combustione in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri (cubi) per ettaro nelle aree, periodi e orari individuati, con apposita ordinanza del sindaco competente per territorio”. Resta fermo che “nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni, la combustione è sempre vietata”.




