AVELLINO – Una rappresentanza dei vigili del fuoco di Avellino, con in testa il comandante Ing. Alessio Barbarulo, ha preso parte oggi 4 novembre – si legge in un comunicato – alla celebrazione della giornata delle Forze Armate e della festa dell’unità nazionale, svoltasi in via Matteotti,dove tutti i corpi dello Stato hanno reso omaggio al monumento ai caduti. Subito dopo, la delegazione dei vigili del fuoco si è portata presso la caserma Berardi dove sono stati esposti automezzi ed attrezzature in dotazione al corpo nazionale. I visitatori, tra cui tanti bambini accompagnati dalle famiglie e dagli insegnanti, hanno avuto la possibilità di toccare con mano le varie strumentazioni esposte. Particolarmente festeggiato Sasha, il cane pompiere del nucleo cinofilo di Avellino, il quale ha attirato le simpatie di grandi e piccini.
Una delegazione dei caschi rossi, intanto, sarà presente domani davanti alla villa comunale di Corso Vittorio Emanule, dalle ore 9.00 alle 22.00, nell’ambito della manifestazione che ha al centro il tema dell'accorpamento dei vigili del fuoco con le altre forze di polizia di Stato.
«La nostra – spiega il segretario del Conapo Carmine Marinelli – non è una protesta ma una proposta. Siamo convinti che si possa coniugare il risparmio della spesa pubblica con una maggiore efficienza della sicurezza. Contestiamo i tagli lineari che stanno mettendo in ginocchio la sicurezza dei cittadini e proponiamo misure di accorpamento delle burocrazie, tra le quali l’istituzione del numero unico di emergenza con unificazione delle sale operative e l’accorpamento, nel ministero dell’Interno, dei dipartimenti della pubblica sicurezza e dei vigili del fuoco, così da mettere a fattor comune i servizi amministrativi che riguardano in egual maniera la polizia di Stato ed i vigili del fuoco che già oggi dipendono dallo stesso ministero. Sono misure che non piaceranno ai grandi burocrati romani ma, a fronte del blocco delle assunzioni di poliziotti e vigili del fuoco, siamo convinti che ai cittadini interessi di più la sicurezza sul territorio piuttosto che le poltrone romane».




