AVELLINO – Disastro doloso, disastro ambientale, omicidio plurimo colposo, lesioni: questi soltanto alcuni dei gravi reati che la Procura della Repubblica di Avellino, diretta dal dott. Rosario Cantelmo, contesta a 29 persone raggiunte dall'avviso di conclusione delle indagini, al termine dell'inchiesta sull'ex Isochimica, la fabbrica dei veleni che a Pianodardine scoimbentava le carrozze ferroviarie. Tra gli indagati ci sarebbe anche l'attuale sindaco di Avellino, Paolo Foti, per omesso controllo. Inoltre, sarebbero indagati i componenti della giunta Galasso (sindaco compreso) in carica nel 2005. Avrebbero affidato la bonifica dell'area alla curatela del fallimento, bypassando gli organismi pubblici, senza preoccuparsi di stabilire modalità e tempi dell'intervento. Sotto inchiesta alcuni dirigenti e funzionari di Palazzo di città, dell'Asl e delle Ferrovie dello Stato. Indagati anche amministratori e tecnici delle società incaricate della bonifica, il curatore fallimentare dell'Isochimica, il proprietario della fabbrica Elio Graziano e alcuni suoi collaboratori. Oltre 200 le parti offese: i lavoratori deceduti e quelli che si sono ammalati per essere venuti a contatto con il pericoloso amianto durante le operazioni di scoimbentazione dei vagoni delle ferrovie.




