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    27/06/2026

Gestione idrica, De Stefano: «Eliminiamo lo squilibrio delle tariffe energetiche»

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Raffaello De StefanoMILANO – «Lo squilibrio delle tariffe energetiche rappresenta un fattore di rischio per la gestione idrica nazionale e, in particolare, meridionale: l'Italia deve garantire ai gestori parità di trattamento, agevolando soprattutto le aziende in risanamento, nell'esclusivo interesse degli utenti e dei territori». È questa la proposta lanciata al governo, questa mattina, a Milano dal presidente dell'Alto Calore Servizi, Raffaello De Stefano, nel corso del suo intervento alla terza Conferenza Nazionale sulla “Regolazione nazionale dei servizi idrici”, promossa dalla Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico, per rendere più efficiente ed economico l'assetto del servizio idrico soprattutto per la gestione pubblica dell'acqua.

Dopo il saluto dei rappresentanti istituzionali della Lombardia e la relazione del presidente dell'Autorità Guido Bortoni, che ha fatto il punto sull'attività svolta e sulle linee strategiche nel settore idrico, sono intervenuti i rappresentanti dei gestori italiani. Tra i campani Alberto Irace  ad di Acea, Claudio Cosentino per Gori e Raffaello De Stefano  per Acs. In particolare, il presidente De Stefano – si legge in un comunicato – ha evidenziato il mancato ristoro verso i nostri territori ed il peso strategico dell'energia sui conti aziendali e sugli oneri tariffari a carico dell'utenza. Con il costo del personale, quello elettrico è il principale fattore di competitività per un gestore idrico, ha chiarito. Nelle zone interne della Campania, in particolare, l'energia pesa sulla bolletta elettrica in ragione del contesto strategico delle acque irpine e sannite.

«L'Alto Calore Servizi – ha detto De Stefano – opera in un bacino complesso, che alimenta con le proprie sorgenti il fabbisogno idrico dell'area metropolitana di Napoli e della Puglia, agevolate nell'approvvigionamento dalle norme e senza alcun ristoro. A differenza di chi beneficia dei trasferimenti dall'Irpinia, l'Acs non raccoglie l'acqua a gravità ed è costretto a reperire la risorsa in profondità, con un intuitivo ed evidente maggiore consumo elettrico. Si tratta di un maggiore sforzo, che ha gravato sul bilancio aziendale per diciotto milioni all'anno, oltre ai circa 20 milioni pagati per il personale».

A questa condizione di svantaggio competitivo, ha aggiunto ancora Se Stefano, «l'Acs
aggiunge anche il costo dell'energia in regime di salvaguardia, otto volte superiore in Campania rispetto a quella della Lombardia. Eliminare questo gap permetterebbe all'Alto Calore Servizi spa di completare quella riduzione degli oneri energetici, che già sono stati ridotti in forza del controllo e dell'efficienza realizzata in questi mesi di durissimo lavoro e potrebbero comportare una decisiva inversione di tendenza nei conti di Acs per il 2015». Per questo, De Stefano ha chiesto all'Autorità di farsi carico della evidente sperequazione, per consentire ai gestori impegnati in programmi credibili di risanamento aziendale un riequilibrio vero, nell'interesse finale della spesa pubblica e di tutti i cittadini-utenti.

 

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