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    27/06/2026

Tpl, Provincia e Regione ancora assenti

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La stazione di MontoroAVELLINO – Sul tema della trasporto pubblico locale, in particolare sull’organizzazione dei trasporti in provincia di Avellino e i relativi provvedimenti adottati negli ultimi giorni ospitiamo un intervento dell’ingegner Luca Pappalardo dell’associazione in_loco_motivi.

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I recenti provvedimenti riguardanti la istituzione di servizi di trasporto tra Avellino e Mercogliano e tra Montoro e l’Università di Salerno impongono una riflessione sull’isolamento senza precedenti che stanno vivendo i nostri territori anche a causa di un sistema di trasporto pubblico precario e poco efficiente nel soddisfare i bisogni di mobilità dei cittadini.

In parte questi risultati testimoniano il disinteresse della politica negli ultimi anni verso il potenziamento del trasporto pubblico che potrebbe svolgere un ruolo strategico nello sviluppo di tante realtà della provincia di Avellino. Soluzioni precarie e poco efficienti come quella adottata per collegare alcune frazioni di Montoro all’Università sita in Fisciano non aiutano a risolvere tali problemi. La Provincia di Avellino e la Regione Campania non possono continuare ad essere assenti rispetto alla condizione di isolamento vissuta dai nostri territori; gli amministratori locali non devono tollerare la soluzione del problema attraverso soluzioni precarie e di dubbia utilità. Bisogna affrontare una volta per tutte ed in modo definitivo l’organizzazione del trasporto pubblico in queste realtà territoriali prendendo scelte anche impegnative che però siano in grado di soddisfare le esigenze dei cittadini. A tale scopo è indispensabile rilanciare la funzionalità della ferrovia che può e deve svolgere un ruolo fondamentale per la mobilità dei cittadini ed un concreto sostegno allo sviluppo dei territori.

È utile ricordare che, ripristinando i treni Avellino-Mercato San Severino-Napoli, si potrebbe raggiungere il capoluogo di regione in soli 70 minuti da Avellino, 55 minuti dal Solofrano, 45 minuti dal Montorese, in modo più economico rispetto all’autovettura privata e soprattutto indipendentemente dalle condizioni del traffico stradale. Una soluzione che appare ancora più fattibile e di estrema utilità dopo il prolungamento della linea 2 metropolitana di Napoli fino a San Giovanni-Barra. Per quanto riguarda il Montorese va tenuto conto che la stazione di Montoro dista da quella di Mercato San Severino soli 4 km che potrebbero essere coperti, a costo zero, dai treni che già collegano in maniera frequente tale cittadina con Salerno e percorrono il tratto urbano della metropolitana di Salerno. La ferrovia garantirebbe quindi quella continuità territoriale nella Valle dell’Irno che oggi non c’è e che costringe tanti studenti e lavoratori diretti a Salerno ed a Napoli a ricorrere necessariamente al mezzo privato con inevitabili ripercussioni sulle economie familiari. Una necessità per un Comune che ha quasi raggiunto i 20000 abitanti e per la sua posizione geografica ha contatti non solo con il comune capoluogo di Avellino ma anche con la città di Salerno.

Non a caso nelle ultime settimane è stata proposta la creazione di collegamenti veloci tra l’Avellinese e Salerno per usufruire dei collegamenti Alta velocità che lì fanno capolinea con la contestuale elettrificazione della ferrovia tra Benevento, Avellino e Salerno consentendo in modo definitivo a tanti Comuni di uscire dall’isolamento al quale sono relegati ed aprendo le possibilità di nuovi collegamenti verso il Napoletano e verso Roma e che intercettino anche i collegamenti nazionali a lunga percorrenza. Parallelamente è necessario intraprendere un discorso anche sui potenziamenti delle infrastrutture anche in vista della programmazione dei fondi europei da utilizzare fino al 2020 e che privilegeranno gli investimenti sulle reti ferroviarie.

Una rivoluzione della mobilità verso la Valle dell’Irno e Salerno sarebbe determinata dalla realizzazione del raccordo ferroviario con l’Università di Salerno che consentirebbe ai cittadini di tutti i Comuni situati lungo la linea Benevento-Avellino-Salerno di raggiungere in modo sicuro, economico e stabile l’ateneo salernitano. Collegamenti che potrebbero essere maggiormente fruibili creando delle fermate ad hoc nei centri abitati attraversati dalla ferrovia consentendo uno sviluppo di tante piccole realtà che potrebbero ospitare proprio gli studenti universitari fuori sede. In attesa di questa opera si potrebbe iniziare fin da subito a potenziare le relazioni ferroviarie sfruttando la possibilità di un’integrazione ferro-gomma presso la stazione sita nella parte bassa di Fisciano. Similmente per l’Irpinia orientale è possibile, con una spesa contenuta, ripristinare il servizio ferroviario tra Avellino e Lioni, integrandolo con il trasporto su gomma presso l’autostazione costruita a soli 50 metri dalla stazione della cittadina altirpina, soprattutto a servizio dei tanti pendolari e dei tanti studenti che sono diretti verso Salerno e Benevento ma anche con lo scopo di sgravare l’Ofantina da una parte del traffico che la sta rendendo una delle strade campane più difficoltose, insicure e mortali.

Infine da non trascurare la questione della funicolare di Montevergine, elemento di vitale importanza per i flussi turistici della zona, la cui riapertura viene procrastinata di mese in mese con continue promesse dal sapore di spot elettoralistico senza nulla dire riguardo la necessità, che si presenterà a breve, di lavori di manutenzione periodica ai relativi impianti. Tali interventi si rendono necessari per far uscire l’Irpinia dall’isolamento ferroviario che oggi contraddistingue la nostra provincia in attesa della futura costruzione della linea ad Alta capacita (Roma)- Napoli-Bari. Queste sono le risposte che i cittadini attendono dalla politica, non basta più campare alla giornata.

* Associazione in_loco_motivi

 

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