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    27/06/2026

Crisi idrica a Montoro, vertice in prefettura. C’è un caso Irpinia

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La prefettura di AvellinoAVELLINO – Un sopralluogo congiunto di Alto Calore Servizi, Ato Calore Irpino, Asl, Arpac e Comune di Montoro per effettuare i prelievi e verificare l'attuale grado di concentrazione del tetracloroetilene nei pozzi idrici non sottoposti a sequestro, quindi il rilancio presso la struttura regionale del confronto sulla rimodulazione della distribuzione idrica nel Montorese e più in generale in provincia di Avellino. Sono questi gli impegni assunti questa mattina nel corso di un vertice convocato in prefettura, presso la sede operativa della Protezione civile.

L’incontro, presieduto dalla responsabile della Protezione civile in prefettura, Ines Giannini, è servito quindi a definire una posizione condivisa e a stabilire i prossimi passi per superare la crisi. Intervenuto in videoconferenza, il presidente dell'Alto Calore, Raffaello De Stefano, ha sottolineato «le difficoltà di interlocuzione con la Regione Campania sulla vicenda di Montoro e sui problemi di fabbisogno che ormai si pongono drammaticamente da anni nell'ambito irpino-sannita». Poi ha aggiunto: «La crisi montorese ha accentuato una difficoltà strutturale delle zone interne, ormai strette tra la crescente domanda d'acqua di Napoli e della Puglia e la inefficienza di reti e impianti, che ogni giorno perdono quantità enormi di risorsa idrica durante il trasporto alle case e alle attività produttive avellinesi e beneventane». Quindi «è giunto il momento per le istituzioni locali di dare un segnale forte a Napoli, sollevando di fronte al governo nazionale il caso Irpinia in Campania».

Mario Bianchino, sindaco di Montoro, ha espresso «profonda delusione» per la mancata attenzione delle istituzioni rispetto «a un problema che riguarda il diritto all'acqua di decine di migliaia di cittadini in provincia di Avellino».  Il commissario dell'Ato, Giovanni Colucci, ha ricordato «il mancato finanziamento del progetto predisposto dai tecnici per realizzare un acquedotto di surrogazione» e ha preannunciato «la presentazione a breve del piano di caratterizzazione».

Piena disponibilità a fornire il proprio contributo per la soluzione della emergenza è giunta dai rappresentanti di Asl, Giovanni Carratù, e Arpac, Antonio De Sio.

In conclusione, Ines Giannini ha proposto con la condivisione di tutti, di verificare la situazione nei pozzi non sottoposti a sequestro da parte della Procura, ma chiusi a titolo cautelativo dall'amministrazione comunale.

 

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