La Cassazione dissequestra palazzo Iandolo in costruzione a Santa Maria delle Grazie

Sabato 17 Gennaio 2015 19:51 Red.
Stampa

b_300_220_15593462_0___images_stories_Cronaca2_cfs_ramp_smag.jpgAVELLINO – Annullato dalla Corte di Cassazione il provvedimento del tribunale del Riesame che aveva confermato il sequestro di palazzo Iandolo, in costruzione su rampa Santa Maria delle Grazie  ad Avellino. Il sequestro era stato disposto nel giugno dell'anno scorso perché, secondo la Procura della Repubblica che aveva condotto un'inchiesta al riguardo, l'edificio stava sorgendo a  una distanza irregolare dal torrente San Francesco che, quantunque intombato, attraversa quell'area.

L'impresa costruttrice non avrebbe chiesto il nulla osta ambientale previsto quando si edifica nei pressi di un corso d'acqua. La Procura aveva incriminato per abuso d'atti d'ufficio anche alcuni funzionari comunali che nel 2009 avevano curato l'iter burocratico sfociato nella concessione dell'autorizzazione a costruire. Nell'area in questione negli anni scorsi sono stati edificati numerosi altri palazzi, anch'essi costruiti a distanza  non regolamentare dal torrente. Ma, hanno sostenuto gli oppositori alla tesi della Procura, quel torrente è  tombato, quindi il vincolo ambientale non ha più motivo di esistere.

Peraltro, lo stesso Comune aveva chiesto alla Regione Campania la rimozione di quel vincolo proprio in considerazione del fatto che il torrente era stato completamente ricoperto da alcuni decenni. I giudici romani hanno restituito gli atti al tribunale del Riesame proprio perché quest'ultimo deve dimostrare la permanenza del vincolo paesaggistico-ambientale  anche quando un corso d'acqua è stato tombato.