Asl, precari in stato di mobilitazione

Sabato 30 Giugno 2012 17:55 Red.
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La sede dell'Asl di AvellinoAVELLINO – Scade oggi il contratto di lavoro per 17 collaboratori atipici dei distretti Asl della provincia di Avellino. Probabilmente per questi lavoratori precari non ci sarà futuro. Infatti, ha avuto esito negativo il tentativo di mediazione del prefetto di Avellino, Umberto Guidato, che ieri presso il Palazzo di governo ha convocato i rappresentanti sindacali di categoria di Cgil e Cisl, Marco D’Acunto, Doriana Buonavita e Antonio Santacroce, e il manager dell’Azienda sanitaria locale, Sergio Florio.

A questo punto la mobilitazione è inevitabile e «potrebbe assumere forme eclatanti», come annunciano le parti sociali. Un primo presidio è previsto per lunedì mattina dalle 8.00 davanti la sede Asl di via degli Imbimbo ad Avellino. Marco D’Acunto, segretario generale Cgil Funzione pubblica, accusa di immobilismo il governatore della Campania Stefano Caldoro: «Un fantasma sulle problematiche del lavoro». Ed esprime preoccupazione per il disinteresse dei consiglieri irpini di maggioranza che siedono a Palazzo Santa Lucia: «Foglia, Nappi, Ruggiero e Zecchino sono da sempre indifferenti alle vertenze irpine».

La questione dei precari dell’Asl rientra nell’ambito della proroga dei contratti ai 1200 lavoratori del sistema sanitario regionale che assicurano i livelli essenziali di assistenza dal 2005 con forme contrattuali flessibili. Sergio Florio, nel rispetto delle direttive del sub commissario alla sanità in Regione Campania, Mario Morlacco, ha ribadito di non voler estendere ai 17 dipendenti atipici l’accordo siglato lo scorso 25 giugno, che comunque prevede la stabilizzazione per i lavoratori a tempo determinato. Infatti, i direttori generali delle strutture sanitarie di Benevento e Caserta hanno già espresso parere favorevole sulla proroga del contratto fino al prossimo 31 dicembre, in attesa che il tavolo tecnico, istituito in Regione, giunga a una soluzione. Sulla questione interviene anche la consigliera regionale Rosetta D’Amelio, che giudica la vertenza «un ennesimo atto vergognoso» che «si sta perpetrando nei confronti dei precari campani e dell’Asl di Avellino. Non è possibile – aggiunge l’esponente del Pd – pensare di tagliare sanità e operatori a essa collegati in maniera lineare. Già adesso non si riescono a garantire le prestazioni essenziali. Non dobbiamo dimenticare – conclude – che i venti milioni di euro risparmiati dall’Asl di Avellino sono andati a sanare il buco della sanità regionale».