Inarcassa, Preziuso: «Ecco perché ho scelto di correre da solo»

Martedì 17 Febbraio 2015 12:15 Red.
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Alberto PreziusoAVELLINO – Ancora un intervento in vista delle elezioni per il rinnovo della carica dei delegati provinciali di Inarcassa, la casa di previdenza ed assistenza di ingegneri ed architetti, in programma il 10, 11 e 12 marzo prossimi. Dopo quello dei candidati ingegneri Carraturo, Festa e Tomasone ospitiamo un intervento dell’ing. Alberto Preziuso che spiega la sua decisione di correre da solo.

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In questo breve trafiletto, quale unico candidato della lista Ingegneri 2.0, che si propose alle ultime elezioni del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri di Avellino per “Progettare l’ Irpinia del futuro”, contro la lista Articolo 9, spiegherò le motivazioni della mia candidatura alla delega Inarcassa per la provincia di Avellino e perché ho scelto di correre da solo.

Premesso che ho incontrato gli altri colleghi candidati e ritengo tutti validissimi; spero che in futuro, a Dio piacendo, se coerente con la loro volontà, si possano fare grandi cose assieme. Dopo una profonda riflessione, ho capito che il vivere la candidatura Inarcassa è una corsa che devo fare senza interposizioni. In questo momento devo liberarmi da tutti quei compromessi che non mi permettono di guardare la meta di una vera riforma del sistema. Come anche gli altri concordano e condividono, questa è una delle poche opportunità in cui si può scegliere se correre liberamente. Ed è ciò che voglio fare.

Potrei citare la solita frase fatta da persone sbagliate: “Lo faccio perché voglio cambiare il sistema”.

Ma non è quello lo scopo. Il nostro problema è che il sistema sta morendo. Soffocato da pochi eletti che vogliono mantenere una serie di privilegi. Noi cosa abbiamo da offrire per la rinascita? Incarichi? Cariche? Soldi? No! Abbiamo molto di più: noi abbiamo la speranza da offrire! La speranza che il sistema torni a vivere e tutti possano prenderne parte. Un sistema in cui tutti gli iscritti possano percepire una pensione dignitosa. Un sistema che faccia investimenti sui giovani, sulle famiglie, sulle case di cura per anziani, sugli ospedali, sugli asili, sulle biblioteche, sui centri sportivi, sui dopolavoro, sui centri culturali, sui luoghi di culto e sui centri benessere. Un sistema che fornisca servizi e non dissangui l’utente, in particolare il giovane. Un sistema che restituisca dignità alla vita del professionista. Chi va in pensione, deve avere almeno dei posti dove curarsi e dove passare il tempo a disposizione in maniera serena e dignitosa. Il nuovo e l’antico si devono fondere per creare un futuro ancora migliore e più sostenibile, per tutti.