AVELLINO – “La vita non è un gioco, ma…” è il tema del convegno in programma sabato prossimo, con inizio alle ore 10, presso il circolo della stampa di Corso Vittorio Emanuele, organizzato da L’Isola che c’è e dalla Fondazione Con il Sud dal titolo “La vita non è un gioco, ma…”.
Aprirà i lavori Speranza Marangelo de ‘L’Isola che c’è’. Seguiranno gli interventi di Raffaele Guariniello dell’associazione ‘La talpa e la Giraffa, Bruna Di Nitto dell’associazione ‘Missione Sorriso’, Andrea Gagliardi dell’associazione ‘Ost. Rita Gagliardi’ di Solofra, Giuseppe Rosato direttore generale del Moscati di Avellino, Antonio Vitale direttore dell’Uo pediatria del Moscati, Iolanda Fimiani psicologa.
Sono previsti gli interventi del presidente della Provincia Domenico Gambacorta, del sindaco di Avellino Paolo Foti, di rappresentanti e delegati dei Piani di Zona A5 e A4.
“Ridere – si legge in una nota – è il primo passo verso uno stato di ottimismo che contribuisce a donare gioia di vivere. Ridendo, tutto il nostro corpo si rilassa, la tensione arteriosa cala. In ospedale c’è un enorme bisogno di ridere e ritrovare la gioia spesso dimenticata. La fiducia, la comunicazione alla gioia, il rilassamento, il pensiero positivo, la comicoterapia sono elementi sempre più importanti in un ambito assistenziale. Offrire, nell’ambiente ospedaliero, un clima più disteso e collaborativo crea risposte qualitative sempre più attente alle esigenze dei degenti e dei loro familiari. Un ambiente estraneo crea paure e ansie nei pazienti che devono essere sottoposti a interventi assistenziali più o meno complessi, in particolar modo se si tratta di stranieri e immigrati che hanno anche l’ulteriore difficoltà della lingua. Il nostro intervento va in questa direzione: ampliare e migliorare i servizi offerti al cittadino nella convinzione che, da solo, l’aspetto puramente assistenziale e sanitario non sia sufficiente per raggiungere una condizione di benessere psico-fisico”.
L’obiettivo generale del progetto “La vita non è un gioco, ma...” è quello di costituire una rete, all’interno dell’Uo di pediatria San Giuseppe Moscati di Avellino, per permettere l’applicazione di un insieme di competenze e di tecniche in contesti di disagio sociale o fisico, al fine di stimolare la parte sana della persona ironizzando sulle pratiche mediche, sdrammatizzando gli stati d’angoscia che possono assalire il bambino malato, di chi lo assiste e di chi lo cura.




