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    27/06/2026

«Control Room» e poltrone vuote

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita5_control_room.jpgAVELLINO – Eh, sì! Ci vorrebbe Guido Notari. Dovremmo uscire in cerca di Guido Notari, sfidare i venti gelidi dell’Est. Ma dove abita Guido Notari? Non abbiamo un numero di cellulare per agganciarlo e se pure un tempo il nostro Guido rispondeva ad un fisso, oggi l’apparecchio è muto e l’elenco telefonico sparito. Non si vede neppure per il corso, se per caso lo conoscesse. A vederlo, pochi lo riconoscerebbero, ma la voce no, quella non si dimentica. La ricordo ancora, poco prima dei films, veloce nei servizi della settimana Incom, mentre descriveva le dive che salivano e scendevano dagli aerei a Ciampino, come noi dalla filovia per Atripalda. E le generazioni precedenti ricordavano la sua voce a corredo dei servizi dell’Istituto Nazionale luce. Le sibilanti secche e decise, il timbro maschio e soldatesco, le parole immarcescibili e perentorie, le maiuscole al posto giusto: Duce, Nazione e Destini, al plurale perché sono di un Popolo e non di singoli, spesso mezze cartucce imboscate dietro una scrivania. Veloci, rapide ed invisibili, le sibilanti aiutarono un paese ad allestire una tragedia.

Sì, qui ci vuole proprio la voce di Guido Notari, almeno un tentativo d’imitazione. Per leggere in piedi, sull’attenti, con i polmoni che vibrano, il pezzo edito dal nostro Ufficio stampa e comunicazione. Le maiuscole se le sono attribuite loro. Il nostro miniculpop che per missione decanta le virtù maschie e guerriere dell’attuale amministrazione comunale, il 5 marzo ha lanciato nell’aire un comunicato intitolato “ sistema all’avanguardia che il Comune intende potenziare “. Si riferisce alla control room che sorveglierebbe il traffico cittadino. Control room, gli inglesi tradurrebbero in sala controllo. Un invito ai lettori: trovatevi il comunicato sulla newsletter (la perfida Albione colpisce ancora!) ed applicatevi nella lettura seguendo avvertenze e consigli, non ve ne pentirete.  È sulla rassegna del Comune di Avellino datata 6 marzo, corredata di foto.

Procediamo per gradi e analizziamo il titolo del comunicato. La parola sistema, nel linguaggio degli studi di organizzazione, mettiamo del lavoro, sta a significare qualcosa che possiamo schematizzare nel funzionamento e suddividere in parti, come l’ingranaggio di un macchinario utile a raggiungere un risultato quantificabile e a trovare una risposta ad altre due paroline, distinte e separate: efficacia ed efficienza. Segnalo che i burocrati mescolano male l’efficacia e l’efficienza, come in un cocktail (coda di gallo inglese) e ci piazzano la ciliegina dell’economicità, pensando di essere più intelligenti. Ma un sistema è tale se è in funzione, se vive e produce effetti. Poco conta, nel nostro caso, se sia all’avanguardia o in retroguardia, con le salmerie napoleoniche. Il dato di fatto consiste in una sala controllo che non controlla nulla. Ne discende che è impresa ardua potenziare un sistema mai nato. Come potenziarlo? Quanto potenziarlo?

Anche l’uso delle foto appare maldestro nella comunicazione, ad una prima lettura. A cosa servono due foto in cui notiamo dei monitors accesi (veduta 1 con furgone, veduta 2 con corso deserto di mezzi e viventi) e le poltrone vuote? Siamo noi lettori a vedere le immagini proiettate dai monitors, non chi dovrebbe esser seduto in poltrona ed applicarsi al funzionamento del sistema (?). Certo il nostro è un Paese democratico ed evoluto: dalla sedia ad una poltrona che non si nega a nessuno.

Ma la nota vuol comunicare ben altro. Per potenziare un sistema mai nato occorrono 13 figure professionali, così per evocare la fortuna e la smorfia napoletana. 13 figure professionali tra ingegneri, architetti, geologi e geometri “che dovranno supportare il lavoro dell’ufficio e snellire le procedure e assicurare il buon funzionamento del sistema” (ci risiamo!). E questo gli avellinesi lo capiscono, eccome! Decine e decine di speranze riaccese, missioni nei territori infidi dei corridoi e  scambi di parole, a rischio di intercettazione. Chi sarà il dominus che trasformerà le aspirazioni in concreti sederi che aderiranno alle poltrone fotografate? Ingegneri, architetti, geologi e geometri: nei telefilms americani dietro i monitors siedono obesi in divisa o giovanotti scamiciati. Poi qualcuno non vede perché era al bagno e scatta la trama con l’indagine di polizia. Ad Avellino nessun pericolo: una volta seduti, chi li smuoverà più. Nessun rischio che poi affidino le indagini ai nostri vigili urbani.

Cantieri o non cantieri, sistema o non sistema, restiamo in attesa di un concreto piano traffico che modifichi il traffico veicolare in città ed in periferia. Un piano che induca ad utilizzare i mezzi pubblici e demotivi l’uso dell’auto. Che dopo un anno dimostri di essere efficiente nel controllo ed efficace nei risultati. Meglio anche per chi siederà davanti ai monitors. Togliamo loro l’alibi del sedersi senza un perché.

 

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