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    27/06/2026

Giustizia, primo bilancio della riforma

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita_tribunale01.jpgAVELLINO – Il 14 settembre 2013 entrò in vigore la riforma della geografia giudiziaria, che determinò la soppressione e l’accorpamento di numerosi uffici giudiziari. Anche in Irpinia il Tribunale di Ariano Irpino fu accorpato a quello di Benevento ed il Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi a quello di Avellino. Alcuni mesi dopo scomparvero anche molti dei vari uffici del Giudice di pace dislocati sull’intero territorio provinciale.

Diciotto mesi dopo il bilancio della riforma è quantomeno contraddittorio, facendo registrare esiti e risultati diversi. Il processo di accorpamento degli uffici giudiziari del Tricolle è stato quasi indolore. Al contrario di quanto accaduto in altre sedi (a partire proprio da Avellino), a Benevento erano state già adottate le misure necessarie a fronteggiare le problematiche e le difficoltà derivanti dall’attuazione della riforma. Solo nelle prime settimane la riorganizzazione del calendario delle udienze rese necessario il rinvio di numerosi fascicoli.

Ben diversa, invece, l’evoluzione del processo di accorpamento ad Avellino. Nel capoluogo irpino, infatti, le condizioni logistiche in cui già veniva amministrata la giustizia prima della riforma erano precarie. Da anni la questione della dislocazione degli uffici giudiziari era oggetto di discussioni che vedevano coinvolte non solo le istituzioni locali, ma anche il ministero della Giustizia. Sennonché, il dibattito non aveva partorito soluzioni, ma solo proposte. E, tuttavia, fu subito chiaro che le strutture giudiziarie non sarebbero state in grado di far fronte alla nuova situazione, che, quindi, assunse subito i caratteri di una vera e propria emergenza.

La prima misura adottata (il trasferimento dell’ufficio notifiche) consentì di reperire solo poche stanze. D’altra parte, la dislocazione dell’ufficio a Palazzo De Peruta creò non pochi problemi per l’utenza e per gli stessi ufficiali giudiziari, costretti ad operare in locali angusti ed inidonei alla nuova funzione cui erano stati destinati. Risale, infine, all’estate scorsa il nuovo trasferimento dell’ufficio notifiche presso i locali dell’ex distretto militare, che da quasi un mese ospita anche la sezione Lavoro del Tribunale.

La nuova misura ha certamente consentito il reperimento di nuovi spazi nel Palazzo di Giustizia. Peraltro, non solo l’accorpamento ha reso necessaria l’occupazione di nuovi locali. Paradossalmente anche l’introduzione del processo civile telematico, che – almeno in linea di principio – dovrebbe consentire la riduzione degli archivi cartacei, richiede un diverso allestimento delle aule di udienza in cui devono essere ubicate due postazioni per due diversi terminali: uno, destinato alla verbalizzazione del provvedimento del giudice; l’altro, dedicato alla verbalizzazione delle deduzioni degli avvocati. Ciò significa che le aule dovrebbero essere più ampie e confortevoli. Sennonché, malgrado la disponibilità di nuovi spazi, in alcuni giorni le udienze civili continuano a tenersi in aule anguste, tanto da suscitare le proteste degli utenti e dell’avvocatura, che recentemente ha richiesto l’intervento del presidente del Tribunale su questa problematica.

Ancora più precaria e complicata, però, è la condizione in cui si celebrano le udienze della sezione Lavoro. Anche sui social network sono comparse fotografie che ritraggono avvocati e cittadini pressati nei corridoi dell’ex distretto. A ciò si aggiunga il disagio di fare la spola tra l’uno e l’altro edificio (Distretto e Palazzo di Giustizia) per presenziare nello stesso giorno alle udienze civili e a quelle della sezione Lavoro.

Ma la riforma della geografia giudiziaria non ha inciso solo sugli uffici. Essa, infatti, ha prodotto la soppressione degli ordini forensi appartenenti agli uffici accorpati a partire dalla fine dello scorso anno. Le esigenze di rappresentanza degli avvocati degli ordini soppressi avrebbe dovuto trovare soddisfazione nelle nuove elezioni che si sarebbero dovute tenere agli inizi di marzo. Sennonché, il Consiglio di Stato ha sospeso l’efficacia del nuovo regolamento per l’elezione dei consigli degli ordini forensi che di recente era stato approvato dal Consiglio nazionale forense. Pertanto, il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Avellino ha deliberato il rinvio delle operazioni elettorali, che si terranno solo dopo che si sarà conclusa la vicenda giudiziaria riguardante il regolamento.

 

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