San Tommaso-rione Parco: l'utopia dello sport in periferia

Domenica 15 Luglio 2012 18:51 Antonello Plati
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La palestra  della scuola elementare di San TommasoAVELLINO – Negli ultimi dieci anni ci sono stati ingenti investimenti, da parte dell’amministrazione comunale, per la realizzazione di infrastrutture sportive nei quartieri periferici della città. Tantissimi, per esempio, i campetti di calcetto realizzati da Valle a rione Mazzini, da Bellizzi a rione Parco, da borgo Ferrovia a San Tommaso. Troppo spesso, però, queste opere, dopo il taglio del nastro, sono rimaste in balia dei vandali, perché non custodite o mai assegnate in gestione ad associazioni, pro loco o privati.

Alcuni casi sono eclatanti sia per l’esborso economico sia per l’attuale stato di degrado nel quale le strutture versano. Tra l’inerzia degli amministratori e l’indifferenza di buona parte della popolazione.

San Tommaso – Nel quartiere più popoloso della città sono stati finanziati diversi progetti, in gran parte con fondi europei e regionali, destinati alla riqualificazione urbana e alla costruzione di strutture sportive.

Tuttavia, molte delle opere risultano ancora incomplete, nonostante i termini per la consegna siano ormai scaduti da tempo, mentre altri impianti non funzionano come dovrebbero.

Il campetto sportivo polivalente in via Rocco Scotellaro, un progetto che risale al dicembre del 2006, per un importo complessivo di oltre 300 mila euro, è stato completato solo a metà. Per recuperare l’area, infatti, l’amministrazione comunale aveva pensato alla realizzazione di un campo di calcetto in erba sintetica, in sostituzione dei due campi da tennis ormai in dissesto, alla ristrutturazione degli spogliatoi e degli spalti, al recupero della pista di pattinaggio e del piccolo parco giochi. La giunta regionale, però, assegnò al Comune un contributo pari soltanto a un terzo di quanto richiesto (poco meno di un milione di euro), allora si decise di intervenire prioritariamente sull’area degli ex-campi da tennis.

Oggi il campo di calcetto e la struttura degli spogliatoi sarebbero pronti per l’uso, ma l’impianto non è ancora stato ufficialmente aperto al pubblico. Intanto, i ragazzi del quartiere forzando le serrature degli ingressi si sono comunque riappropriati di un loro spazio. A calcetto si gioca quindi liberamente, per la doccia si attende il nulla osta da Palazzo di Città.

Anche la palestra della scuola elementare, in piazza don Luigi Sturzo, non è ancora stata ultimata. Il progetto risale al dicembre 2007, per un importo complessivo di 470 mila euro, totalmente erogato con risorse comunali. I lavori, partiti nel gennaio del 2010, sono rimasti fermi tra gennaio e giugno 2011, rendendo la struttura vulnerabile ad atti vandalici, che con precisione svizzera si sono verificati. Oggi i lavori sono ripresi, e gli alunni, salvo imprevisti, il prossimo anno scolastico potranno finalmente usufruire del servizio.

Ci sono poi il campo sportivo «Annino Roca», frettolosamente consegnato dopo sei anni di lavori, ma mai messo in sicurezza, come più volte denunciato dal presidente dell’A.C. San Tommaso, Modestino Cucciniello; la palestra a servizio dello stesso campo, un progetto da quasi 400 mila euro, i cui lavori, affidati nel marzo 2010, procedono con estrema calma; la tendostruttura sempre in piazza Sturzo, da troppo tempo abbandonata dopo l’ultima gestione, datata 2010, da parte di «Irpinia tennis».

Tanti spazi, strutture importanti, in una zona che avrebbe urgente bisogno di offrire punti di aggregazione, soprattutto ai giovani che soffrono maggiormente il degrado sociale e urbano del  quartiere più difficile del capoluogo.

Rione Parco – Nel piccolo quartiere della periferia orientale della città, sono evidenti i segni del degrado e lo stato di abbandono nel quale versa il centro sportivo «Flipper». I resti dell’ultimo raid vandalico segnano il percorso che conduce verso l’enorme tendostruttura, attrezzata per diverse attività agonistiche, situata al centro dell’impianto.

Realizzato tra il 2006 e il 2009, per un importo complessivo di oltre 800 mila euro, il centro «Flipper», che si estende su un’area di oltre 25 mila metri quadrati, è dotato anche di un campo di calcetto, di uno di pallacanestro, entrambi all’aperto, di due campi da bocce, di un locale spogliatoi e di uno spazio da adibire a punto ristoro. Oggetto più volte di gravi atti di inciviltà, per rifunzionalizzare l’impianto sono stati necessari diversi interventi da parte dell’amministrazione, con esborsi non poco onerosi per le casse comunali. «Questa struttura resta ancora chiusa – ha affermato il capogruppo dell’opposizione in Consiglio comunale, Giovanni D’Ercole, durante un question time di qualche mese fa –  nonostante siano stati spesi molti soldi prima per farla e poi per ripristinarla. È  chiusa – ha spiegato l’esponente Pdl – perché non si riesce ad assegnarla a un’associazione sportiva o a un privato. Sono anni che cerchiamo di chiederne l’assegnazione attraverso l’emanazione di un bando, ma ciò non avviene». Infatti, la commissione ad hoc istituita a Piazza del Popolo per valutare l’affidamento in gestione delle opere pubbliche è al lavoro da tempo, coordinata dall’assessore Ivo Capone, ma la pubblicazione dei bandi, già attesa entro la fine di luglio dello scorso anno, subisce continue e inspiegabili proroghe. «Ci sono responsabilità gestionali in questo ritardo nella pubblicazione dei bandi – ha sottolineato più volte l’assessore al Patrimonio, Franco Mercuro – che stanno provocando danni alla collettività, che non può usufruire di beni pubblici, e al Comune che sostiene continue spese per lavori di sistemazione». Eppure per il centro «Flipper» alcune proposte di privati sono state avanzate nel corso degli anni, ma non è mai stato possibile procedere all’affidamento diretto perché il nuovo regolamento comunale non lo prevede.

Nell’ordine, la prima proposta di gestione, datata 2007, proveniva proprio dal quartiere, dove un manipolo di volenterosi si era costituito in associazione per gestire l’impianto. L’associazione polisportiva «Sporting Parco» ottenne anche il consenso dell’allora circoscrizione e la proposta di affidamento fu deliberata in Consiglio comunale, nel novembre del 2008. Ma, come ricorda Livio Petitto, da sempre sostenitore delle istanze del quartiere, attuale assessore al Traffico e  all’epoca presidente della VI Circoscrizione, «l’abolizione delle circoscrizioni, prima,  e l’approvazione del regolamento comunale, poi, hanno intralciato questo percorso, che vedeva coinvolte diverse realtà del quartiere. E che sarebbe stata la soluzione più virtuosa per la struttura di rione Parco». Ora, a tre anni di distanza dal completamento dei lavori e dopo i ripetuti atti vandalici subiti dall’impianto, sarebbe il momento di procedere celermente per affidare in gestione il centro «Flipper» e consegnarlo finalmente alla collettività.