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    08/11/2026

Sequestrate dalla Guardia di Finanza 15 tonnellate di gasolio e denunciati i gestori di quattro impianti

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b_300_220_15593462_0___images_stories_gdfa.jpgAVELLINO – Quindici tonnellate di gasolio sequestrate e quattro gestori di impianti di distribuzione di carburanti denunciati all’autorità giudiziaria: questo il bilancio di un vasto piano d’intervento predisposto dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Avellino nella lotta alle frodi nel settore della commercializzazione dei carburanti per autotrazione.

L’operazione, condotta dai finanzieri del nucleo mobile della compagnia di Avellino, agli ordini del tenente Raffaele Del Vecchio, ha interessato gli impianti di distribuzione carburanti privati al fine di verificare l’osservanza delle normative in vigore nel delicato comparto degli oli minerali che, nel corso dei controlli effettuati, ha invece rivelato la sussistenza di illeciti a rilevanza penale. Sulla scorta di dati e notizie acquisite nel corso di un’intensa attività info-investigativa, con tanto di sopralluoghi ed appostamenti, venivano localizzati in provincia di Avellino, e specificatamente nei Comuni di Atripalda, Prata Principato Ultra e Pietradefusi, quattro impianti di distribuzione di carburante irregolare, costituiti da quattro serbatoi di varia grandezza, muniti di contalitri e pistola erogatrice, del tutto abusivi.

Una volta constatata l’assoluta assenza di autorizzazioni, alla base della costituzione di detti depositi, di particolare rilievo per l’incolumità pubblica per l’alta infiammabilità dei prodotti, ai titolari degli impianti venivano contestate violazioni di natura penale ed amministrativa a causa  della mancanza di autorizzazione per il deposito di oli minerali all’interno del perimetro aziendale. La pericolosità è maggiormente rimarcata dal fatto che la capacità totale dei distributori, a pieno carico, ammontava a 28.000 litri di prodotto energetico. Pertanto, veniva predisposto il sequestro di 15.000 litri di gasolio per autotrazione e di quattro impianti di erogazione di carburanti ad uso privato (irregolarmente costituiti), corredati di elettropompa volumetrica autoadescante, di cisterna di varie grandezze e di pistola erogatrice. Inoltre, nei confronti dei titolari delle ditte scattava la denuncia per i reati previsti dall’articolo 679 del codice penale (omessa denuncia di materiale esplodente), dall’articolo 16 del decreto legislativo n.139 del 2006 (attinente i certificati di prevenzione-incendi), nonché dall’articolo 46 del decreto legislativo n. 81 del 2008 (tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro). Oltre a quelle penali sono state contestate anche violazioni amministrative per un ammontare di 20.000 euro.

 

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