SOLOFRA – Finiscono nei guai in tre, due dei quali arrestati per furto aggravato, un terzo denunciato in stato di libertà. Le indagini, avviate due mesi fa in seguito alla denuncia presentata da un commerciante di pelli di Solofra cui erano stati asportati ben 22 colli di pellame per calzature, per complessivi 2.380 mq di materiale e un valore commerciale pari a quasi 40.000 euro, sono state portate a termine dai carabinieri della stazione di Solofra che sono riusciti a ricostruire l’intera vicenda collezionando gravi indizi di colpevolezza a carico dei tre soggetti considerati gli esecutori del furto. Le pelli erano state stoccate all’interno di un deposito conciario di Solofra dove i ladri sono penetrati mediante effrazione di una finestra, parcheggiando poi un furgone proprio davanti alle telecamere del circuito di videosorveglianza interna, evitando così di essere ripresi. Attraverso una serie di servizi di osservazione, pedinamento e controllo, i militari della Benemerita sono anche riusciti a recuperare interamente la refurtiva restituendola al conciario derubato.
Sulla base dei gravi indizi di reato raccolti dai carabinieri, avallati dal ritrovamento dell’intera refurtiva, il Gip presso il tribunale di Avellino, Giuseppe Riccardi, su proposta della Procura della Repubblica nelle persone del procuratore capo Angelo Di Popolo e della titolare del fascicolo, sostituto procuratore Antonella Salvatore, ha emesso ordinanza di misura cautelare nei confronti di giovani in concorso eseguita dai carabinieri nella primissima mattinata di oggi. Gli arrestati, entrambi solofrani, indagati, assieme al terzo complice, per il reato di furto aggravato in concorso, con la recidiva reiterata e specifica, sono un pregiudicato nullafacente di 40 anni e un libero professionista 35enne senza precedenti penali a carico. Avverso quest’ultimo, però, la Procura della Repubblica di Avellino ha configurato anche il reato di calunnia in quanto lo stesso, una volta vistosi incastrato dai carabinieri, ha falsamente accusato gli altri due complici di averlo costretto a compiere il furto sotto minaccia di far del male ai suoi figli (circostanza poi risultata assolutamente fasulla). Il terzo complice, indagato solo in stato di libertà per la minore portata degli elementi di riscontro al quadro accusatorio formulato nell’indagine, è un nullafacente pregiudicato di Solofra di 35 anni, peraltro sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, e che quindi, oltre che per il furto, è indagato anche per la violazione delle prescrizioni derivanti dalla citata misura di prevenzione (che appunto prevedono una condotta morale in linea con la legge, scevra da reati e cattive frequentazioni). I due arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati associati presso la casa circondariale di Bellizzi Irpino.
