MERCOGLIANO – Quello di perseguitare la sua ex, una 29enne di Mercogliano, madre di figli e legata da tempo ad un altro compagno, con la quale in passato aveva avuto una breve relazione, era diventato un chiodo fisso: non sono bastate, infatti, al 35enne boscaiolo, attualmente disoccupato, mai rassegnatosi alla fine di quella relazione fulminea, denunce varie e processi penali sfociati in ben due ordinanze di custodia cautelare - la prima delle quali, del novembre di tre anni fa, lo costringeva agli arresti domiciliari, la seconda invece a rimanere dietro le sbarre fino al gennaio scorso – per fermare la serie di atti persecutori messi in atto nei confronti della sua ex e protrattisi per ben quattro anni. È stato così che, nella prima mattinata di oggi, l’uomo, in esecuzione di nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Avellino, Sicuranza, è stato tratto in arresto per la terza volta ed associata presso il carcere di Bellizzi Irpino.
Nell’ordinanza eseguita questa mattina, si legge di come lo stalker seriale, con condotte reiterate nel tempo tra il gennaio 2012 (data dello scarceramento) ad oggi, aveva molestato telefonicamente (con telefonate continue, fino a 5-6 al giorno) la sua vittima, l’aveva pedinata in varie occasioni, aveva minacciato di morte tanto lei quanto i suoi figli e l’attuale compagno (al quale chiedeva di lasciarla), cagionando così nella donna un perdurante e grave stato di ansia, paura e timore per la propria incolumità, tale da costringerla ad alterare le proprie abitudini lavorative e di vita sociale, con grave danno fisico e psichico. Il tutto aggravato dalla recidività delle condotte. Anche nei casi precedenti, le condotte erano state esattamente le stesse. Nel 2009, infatti, una volta che la donna aveva deciso di troncare la loro relazione, l’uomo aveva iniziato a molestarla telefonicamente, a pedinarla, a usarle condotte integranti i reati di violenza privata e lesioni personali aggravate, essendo allora arrivati anche alle mani. Nel 2010, poi, oltre alle medesime condotte avverso la giovane donna, l’uomo s’era spinto fino a raggiungere la madre della ragazza cui aveva fatto arrivare minacce gravi, prima per conoscere il nuovo domicilio della figlia (che per via dello stalking aveva dovuto cambiare casa) e poi per costringerla a consigliare alla figlia di tornare assieme a lui.
Nonostante, quindi, fosse già stato arrestato ben due volte, con relativa condanna da parte del Tribunale di Avellino a un anno e quattro mesi di reclusione senza alcun beneficio, l’uomo non si è affatto scoraggiato ed ha continuato a perseguitare la sua ex, cercando in tutti i modi di chiederle di tornare assieme a lui. Iniziando con delle telefonate anonime con numero sconosciuto (poi dai carabinieri riscontrate provenienti dal suo telefonino), l’indomito e mai rassegnato trentacinquenne è poi passato a conversazioni gravemente offensive e minacciose, volte a conoscere la nuova abitazione della donna. Proprio per questo la giovane è dovuta emigrare da Mercogliano, il suo paese d’origine, trasferendosi fuori provincia. Lo stalker si è infine messo a pedinarla anche nel tragitto verso il lavoro tanto che la donna è stata costretta a usare la macchina del compagno in modo da non farsi riconoscere. È chiaro che tutta questa vicenda ha provocato un grave squilibrio fisico e psichico alla donna che da ormai quattro anni viene tormentata da un uomo che non le lascia più la libertà e la felicità di vivere.
