SERINO – Due napoletani, un imprenditore ed un suo dipendente, entrambi sulla trentina, sono stati denunciati in stato di libertà dai carabinieri di Serino ai magistrati della Procura della Repubblica di Avellino per simulazione di reato il primo, favoreggiamento personale il secondo.
I fatti risalgono a domenica scorsa quando i due, presentatisi alla stazione dei carabinieri di Serino, hanno presentato una querela per furto. In particolare, l’imprenditore ha denunciato che, nelle prime ore di quella mattinata, mentre si trovava a Serino, insieme con il suo dipendente, per acquistare dei generi alimentari, ignoti gli avevano rubato l’autovettura su cui viaggiava, lasciandolo di fatto a piedi. Il suo dipendente ha confermato che, una volta ricevuta la telefonata del proprio capo, si è precipitato a Serino per soccorrerlo con un’altra autovettura. Qualcosa ai carabinieri, però, non è parso da subito chiaro. A insospettire particolarmente i militari dell’Arma è stato l’atteggiamento eccessivamente nervoso e preoccupato dell’imprenditore in considerazione anche del danno tutto sommato di modesto valore dal momento che l’autovettura oggetto di furto era vecchia di quasi 20 anni.
Ciononostante i carabinieri si sono messi immediatamente al lavoro per acquisire qualche elemento utile alla ricostruzione della storia e all’identificazione dei ladri, partendo dall’acquisizione dei filmati delle telecamere di sicurezza del Comune di Serino. Da tali immagini, i militi sono riusciti a ricostruire con certezza il percorso fatto dall’autovettura del dipendente che avrebbe soccorso il datore di lavoro, ma dell’autovettura oggetto di furto non c’era traccia: sembrava che non fosse mai transitata nel Comune di Serino. Inoltre, visionando meglio le immagini, i carabinieri hanno poi notato come, a bordo di quella macchina che secondo la denuncia sarebbe servita per venire a recuperare il derubato, c’erano sin dall’inizio tanto l’imprenditore quanto il suo dipendente, che avrebbero effettivamente acquistato degli alimenti, ma assolutamente senza portare con loro la fantomatica macchina rubata.
Riconvocati presso gli uffici della caserma di Serino e richiesti di maggiori spiegazioni di fronte alle immagini acquisite dai carabinieri, i due uomini non hanno potuto che confessare d’aver sporto una falsa denuncia. In realtà, il furto sarebbe stato realmente perpetrato, ma non a Serino in quella mattinata, ma nella precedente nottata in un Comune del Salernitano. Il motivo della falsa denuncia è poi stato spiegato molto candidamente dall’uomo ai carabinieri: egli si era recato nel Salernitano per incontrare segretamente la sua amante, con la quale intrattiene chiaramente una relazione extraconiugale, e quando ha scoperto d’esser stato vittima del furto dell’autovettura, ha cercato di dissimulare la sua presenza in quel luogo, onde evitare che la moglie potesse scoprire qualcosa. Dovendo recarsi a Serino per acquistare degli alimenti, gli è poi venuto in mente di sporgere la falsa denuncia a quei carabinieri.




