ATRIPALDA – Cinque persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria alla luce di quanto emerso dalle indagini dei carabinieri della stazione di Aiello del Sabato sulla aggressione nei confronti di due persone verificatasi la notte dello scorso 23 novembre in un noto bar e locale notturno di contrada San Lorenzo ad Atripalda. Ricostruita dagli uomini dell’Arma, dopo la denuncia a suo tempo presentata dalla vittime, la reale portata degli accadimenti e le responsabilità penali dei soggetti coinvolti. Grazie anche all’utilizzo delle immagini filmate dalle telecamere a circuito chiuso del locale, i carabinieri hanno potuto accertare che l’intera vicenda è nata a causa di un noto pluripregiudicato (già coinvolto e arrestato per precedenti risse) che, in preda ad un stato di assoluta alterazione causata dall’uso di alcol e forse altro, stava litigando con un altro avventore del bar. Ha tentato di pacificare gli animi un cliente che stava seduto insieme con la figlia al tavolino a fianco, ma il malcapitato, risultato poi essere un 56enne originario di un centro della Valle del Sabato, non ha fatto in tempo nemmeno a girarsi verso il pregiudicato che quello prima l’ha aggredito, poi buttato a terra, infine gli è saltato addosso e, con la testa incastrata tra braccio e sterno, l’ha letteralmente e ripetutamente riempito di cazzotti e pugni al volto. Vano il tentativo della figlia trentenne, in preda al panico, di provare a cercare il cellulare per chiamare i soccorsi perché non ha nemmeno fatto in tempo ad estrarlo dalla tasca che un altro pregiudicato avellinese l’ha scaraventata con una violenza inaudita contro il muro facendola cadere a terra con tutto il tavolino e la sedia. Inoltre, mentre tutto questo accadeva, un terzo pregiudicato del posto ha dato manforte al primo che ancora si stava accanendo contro lo sfortunato 56enne.
La scena dell’aggressione si è svolta sotto gli occhi dei due baristi che hanno continuato a lavare le tazzine da caffè senza curarsi minimamente di ciò che stava accadendo e omettendo tanto di chiamare il 118 quanto i carabinieri. Peraltro, quando i due baristi sono stati ascoltati dai carabinieri, hanno riferito di non aver visto nulla, di non essersi nemmeno accorti dell’aggressione in corso quando invece i filmati delle telecamere testimoniano che, con la lite a non più di due metri da loro, con tavoli e sedie che volavano e scene degne delle peggiori resse animali, i due hanno tranquillamente continuato a sistemare il bancone.
Al termine delle attività d’indagine, i tre pregiudicati sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino per concorso nel reato di lesioni personali, aggravate dall’aver agito in più persone. Per i due baristi, invece, è scattata la denuncia a piede libero per i reati di omissione di soccorso e favoreggiamento personale, avendo appunto dichiarato il falso ai carabinieri, per coprire i tre pregiudicati. Di fronte all’assoluta gravità dei fatti accaduti, che si vanno ad aggiungere a quelli già successi in passato e in cui anche due carabinieri furono picchiati a sangue, nonché ai numerosi controlli a persone pregiudicate eseguiti dai militari proprio in quel bar, i carabinieri di Avellino stanno preparando una proposta di chiusura dell’esercizio pubblico, in ossequio al dettato normativo del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, nella considerazione che quel bar è un pericolo per l’incolumità e la tranquillità delle persone.




