AVELLINO – Un ex detenuto ha dichiarato a Radio Radicale che nel carcere di Bellizzi Irpino i reclusi verrebbero sottoposti a violenze e torture da parte di agenti della polizia penitenziaria. Eugenio Sarno, segretario generale dell’Uil penitenziari – che non è stato mai tenero nei giudizi sulla struttura carceraria avellinese – lo esclude con fermezza. “In ogni caso –egli dice – considerata la delicatezza e la gravità delle affermazioni non possiamo non rimetterci alla magistratura perché accerti la loro veridicità o piuttosto se tali affermazioni siano da catalogare come calunniose”.
“Non sono un sostenitore dell’attuale dirigenza dell’istituto – prosegue Sarno – ma queste valutazioni negative non possono impedirmi, in coscienza, di smentire ciò che è stato affermato sulle frequenze di Radio Radicale”. Il rappresentante sindacale riferisce che durante la sua recente visita alla struttura avellinese ha certamente notato lo stato di degrado della parte vecchia del complesso carcerario di Bellizzi, ma non ha assolutamente visto macchie di sangue alle pareti. Altrimenti, egli dice, non avrei esitato io stesso a presentare una denuncia. Le affermazioni dell’ex detenuto non sono credibili – osserva ancora il segretario dell’Uil – perché la rotazione continua degli agenti di vigilanza al reparto isolamento, dove sarebbero avvenute le violenze, implicherebbe la complicità di troppi operatori. Sarno, poi, smentisce categoricamente il coinvolgimento del personale sanitario che – a detta dell’ex recluso – avrebbe coperto tali violenze. “Credo che chi ha reso il giuramento di Ippocrate non possa rendersi in alcun caso complice di torture o violenze”, dichiara il segretario Uil. Il quale conferma invece che è prassi comune somministrare ai detenuti tranquillanti e sedativi. La cosa - egli dice - avviene con frequenza in quasi tutte le strutture carcerarie. Un ulteriore elemento, più di altri, osserva ancora il segretario dell’Uil, porta a considerare non vere le affermazioni dell’ex carcerato. Costui ha dichiarato che il direttore ha visto personalmente detenuti al reparto isolamento in condizioni non compatibili. Questa affermazione per Sarno è campata in aria giacché “mi risulta che sono anni che il direttore non effettua giri di ispezione all’interno. Delle due l’una o il direttore davvero ha visto e non è intervenuto o quelle sono dichiarazioni prive di verità. Io propendo decisamente per la seconda ipotesi.”
Comunque questo episodio – conclude Eugenio Sarno – “conferma ancor di più la giustezza della scelta operata dal capo del Dap di rendere quanto mai trasparenti ed esigibili le informazioni sullo stato dei penitenziari italiani”.




