SALERNO – È coinvolto anche un irpino nell’organizzazione criminale – scoperta dal Nac (Nucleo antifrodi carabinieri) di Salerno – composta da 20 persone a carico delle quali è scattato questa mattina l’arresto (3 sono in carcere, 17 ai domiciliari) ordinato dal Gip del Tribunale salernitano che ha accolto la richiesta della locale Procura diretta dal procuratore Franco Roberti. Questi individui sono accusati di associazione per delinquere, finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e dell’Unione europea, di riciclaggio, di accesso abusivo a sistemi telematici, di corruzione, di falsità materiale e di altri reati riguardanti i finanziamenti comunitari, la normativa sulle accise che gravano sui carburanti, ecc. Insomma, un bel po’ di reati commessi da un nutrito nugolo di persone, tra le quali alcune appartenenti alla Polizia, un ex impiegato della Provincia di Salerno, i titolari di un internet point e di due depositi di carburanti, uno ubicato a Battipaglia in provincia di Salerno e l’altro a Serino, nella nostra circoscrizione; quest’ultimo gestito da un vigile del fuoco in servizio presso il distaccamento di Lioni.
Qual è l’attività truffaldina messa in piedi dal sodalizio criminale? Uno pseudo imprenditore agricolo e due commercialisti, avvalendosi di una fitta rete di complici, creavano false aziende agricole, le quali ottenevano, da un lato, finanziamenti comunitari rientranti nel programma di sviluppo rurale Ue, e, dall’altro, si approvvigionavano di carburanti per uso agricolo che godono di uno sconto pari quasi al 35% rispetto alle normali quotazioni pagate dagli automobilisti. Alla “creazione” delle aziende agricole fasulle ci pensava l’ex impiegato della Provincia di Salerno, il quale entrava abusivamente nella rete telematica del settore agricoltura e foreste e macchine agricole dell’amministrazione provinciale e immetteva nominativi di proprietari terrieri inesistenti.
Questi falsi imprenditori agricoli, risultando iscritti negli elenchi, potevano ottenere il carburante a prezzo agevolato. Gl’inquirenti hanno calcolato che questa truffa sia costata all’erario ben 5 milioni di euro. Che cosa c’entrano nella vicenda i poliziotti? Tre appartenenti alla Polizia di Stato in servizio a Battipaglia (due assistenti capo e un assistente) avevano il compito di individuare le targhe delle auto civetta della Guardia di Finanza, incaricate di effettuare i controlli. Per fare ciò, il trio accedeva abusivamente alla banca dati delle forze di polizia. Ora sono agli arresti domiciliari.
Le basi logistiche, per gl’investigatori, erano costituite dai due depositi di carburante, quello del Salernitano e quello irpino. Da qui l’arresto dei titolari. Il gruppo criminale era riuscito, poi, sul fronte dei finanziamenti europei, ad ottenere, sempre per aziende fantasma, la somma di 107 mila euro quale sostegno all’agricoltura previsto dalla misura F del Por Campania.




