ATRIPALDA – Tenta di suicidarsi dopo aver litigato con la madre. È successo ad Atripalda, in un appartamento di Largo Annunziata, dove un uomo di 43 anni del posto, pregiudicato e sorvegliato speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno in quel Comune, più volte ricoverato, in passato, in ambito psichiatrico per anomalie comportamentali e stati di agitazione conseguenti all’abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti, al termine dell’ennesimo e acceso litigio con la madre, prima si procurava diverse ferite all’avambraccio sinistro con una lametta, poi, dopo essersi chiuso nel bagno, provava ad impiccarsi con un sottile cavo elettrico al braccio della doccia (rovinando chiaramente a terra, senza riuscire a restare minimamente in sospensione). L’uomo, soccorso dal padre, che sfondava la porta del bagno, rinvenendolo privo di sensi, veniva poi ricoverato nel reparto di psichiatria dell’Ospedale “A. Landolfi” di Solofra.
Secondo quanto ricostruito dagli uomini dell’Arma della stazione di Atripalda, che, insieme con i medici del 118, hanno provveduto al ricovero psichiatrico, l’episodio non pare riconducibile a un vero tentativo di suicidio, bensì a una scenata autolesionistica in considerazione sia della lievità delle ferite procuratesi sia del fatto che il sorvegliato speciale, in passato, aveva già attuato simili gesti (l’ultimo in ordine di tempo risale al 26 maggio 2012).




