AVELLINO – Ancora una brillante operazione degli uomini della squadra mobile di Avellino che, dopo complesse indagini, condotte sotto la direzione del sostituto procuratore della Repubblica di Avellino, Del Bene, hanno identificato e tratto in arresto, con l’ausilio dei colleghi del commissariato di Frattamaggiore, tre pregiudicati residenti a Sant’Antimo, alla periferia di Napoli. Ad emettere l’ordinanza di carcerazione il Gip di Avellino, Sicuranza.
L’accusa per il terzetto è di concorso in tentata rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da fuoco e ricettazione. I fatti che hanno portato all’arresto dei tre accaddero nell’ottobre scorso, quando un bandito (successivamente identificato per Gerardo Abbate di 22 anni, originario di Melito di Napoli) entrò nella gioielleria Lo smeraldo in via Tagliamento ad Avellino e, pistola alla mano, intimò al titolare di consegnargli danaro e gioielli. La pronta reazione del proprietario del negozio - che a suo volta impugnò una pistola cogliendo di sorpresa il rapinatore - lo costrinse alla fuga. L’Abbate, per allontanarsi dall’esercizio, si fece scudo di una cliente della gioielleria e per costringere l’orefice ad aprire le porte blindate sparò due colpi di pistola.
Dopo pochi giorni gli uomini della mobile di Avellino diedero un’identità al rapinatore traendolo in arresto. Iniziò la caccia ai complici giacché il 5 ottobre, giorno della rapina, ad attendere il bandito fuori dalla gioielleria c’erano delle persone in due automobili e un furgone, pronte a coprire la fuga del bandito. Peraltro, gl’investigatori avevano appurato che nei giorni precedenti l’azione criminosa i componenti della banda avevano effettuato diversi sopralluoghi nei pressi del negozio di via Tagliamento. La caccia è stata fruttuosa. Le manette sono scattate ai polsi di Antimo Arena, 33 anni, Alessandro Chianese, 39 anni, e Gianluca Grillo, 24 anni, tutti e tre residenti a Sant’Antimo.
Il primo (l’Arena) è un pluripregiudicato, sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di dimora, con recidiva reiterata e specifica, assolto in appello dalla pena di 30 anni di carcere per i delitti di associazione camorristica e per omicidio doloso, attualmente in attesa degli esiti del ricorso in Cassazione. Il Chianese e il Grillo hanno precedenti specifici per reati contro la persona e il patrimonio. Tutti e tre sono stati associati al carcere di Bellizzi Irpino.




