AVELLINO – Una casa d’appuntamento è stata scoperta dai carabinieri di Avellino in pieno centro cittadino. A insospettire i miliari era stato l’andirivieni di uomini nel fabbricato. Dopo diversi appostamenti hanno avuto la certezza che in quell’appartamento si svolgeva attività di meretricio. Quindi hanno effettuato un blitz che ha confermato la fondatezza dei loro sospetti. Nell’alloggio ad esercitare il mestiere più antico del mondo erano due rumene. La casa era frequentata da decine di clienti, tra i quali numerosi professionisti avellinesi e dell’hinterland. Le due donne sono state condotte presso la caserma Litto; dall’interrogatorio è emerso un elemento assai squallido quanto grave a carico di una delle due, peraltro già nota alle forze dell’ordine proprio per reati di prostituzione. Ha dato ospitalità alla connazionale, ma a condizione che si prostituisse e le versasse, per restare nell’abitazione, cospicue somme di danaro. Nella vicenda è rimasto coinvolto anche il proprietario della casa giacché era a conoscenza dell’attività che lì si svolgeva, pur restando estraneo al giro.
Il proprietario dell’alloggio e la prostituta aguzzina sono stati denunciati all’autorità giudiziaria. Il primo per aver consentito l’esercizio del meretricio in una casa di sua proprietà; la seconda per sfruttamento della prostituzione. L’altra rumena, vittima della connazionale, ha potuto finalmente liberarsi dalla forma di schiavitù cui l’aveva sottoposta la sua connazionale. I militari dell’Arma hanno posto i sigilli all’alloggio e hanno sequestrato l’ingente somma di danaro che la maitresse aveva accumulato.




