ZUNGOLI – È da inserire nell'almanacco delle truffe perché rappresenta una fantasiosa novità. Un uomo, spacciandosi per un facoltoso ingegnere, titolare di un'affermata impresa, prenotava presso un agriturismo un pranzo per una quarantina di dipendenti per festeggiare un'importante commessa di lavoro. Il sedicente imprenditore, dopo qualche altra telefonata al titolare dell'agriturismo per fornire dettagli sul menù (addirittura si preoccupava di prenotare anche alcuni pasti per celiaci), diceva al ristoratore di voler chiudere il pranzo con un dolce tradizionale, il babà al rum, ma prodotto dal migliore pasticciere di Napoli.
“È un mio amico e mi praticherà un prezzo particolare”, raccontava all'ignaro esercente al quale dava il numero di telefono della fantomatica pasticceria. “Prenoti lei i babà, anzi ne aggiunga anche uno per ciascun commensale perché voglio fare, a fine pranzo, un regalo a tutti i miei preziosi collaboratori. Il pagamento al pasticciere lo effettuerà contrassegno e l'importo lo aggiungerà al conto generale del pranzo che liquiderò per contanti a presentazione di fattura”.
Questo il succo della telefonata che il falso professionista scambiava con il ristoratore. Quando quest'ultimo chiamava per effettuare l'ordinativo dei babà all'altro capo del telefono rispondeva lo stesso truffatore che, assunte le vesti del pasticciere, assicurava l'ingenuo titolare dell'agriturismo che i dolci sarebbero arrivati puntuali il giorno prima del pranzo. Effettivamente, i babà, in una grossa confezione, la vigilia del banchetto arrivavano presso l'agriturismo.
A consegnarli era lo stesso ingegnere che questa volta aveva assunto le vesti dello spedizioniere. L'ingenuo titolare pagava l'importo del contrassegno: una somma notevole, giacché ogni babà veniva pagato trenta volte il prezzo di mercato. Il giorno successivo, quello fissato per il pranzo, all'agriturismo non si vedeva nessuno, né l'imprenditore-ingegnere né gli operai-commensali. Il povero ristoratore - che aveva preparato le portate per i 40 ospiti anticipando le spese per l'acquisto delle materie prime - a quel punto comprendeva di essere stato vittima di una truffa. Non gli restava altro che rivolgersi ai carabinieri per denunciarla.
E di denunce per episodi simili in provincia ne sono state fatte due, una di un ristoratore di Zungoli e l'altra di un collega di Ariano Irpino. Ma truffe pressoché uguali sarebbero state effettuate anche a danno di esercenti del Napoletano e del Salernitano. I carabinieri di Zungoli, però, sono, dopo serrate indagini, sono riusciti a identificare il truffatore. Si tratta di un pregiudicato di 55 anni, residente in un Comune irpino. È stato denunciato per truffa aggravata. I militari dell'Arma hanno sottolineato che per smascherare il lestofante è stata determinante la collaborazione delle vittime della truffa. Da qui un appello ai ristoratori della provincia a denunciare eventuali episodi analoghi a quello capitati ai due esercenti dell'Alta Irpinia.




