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    22/08/2026

Trevico, a lezione degli antichi mestieri

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia7_antichi_mesti.jpgTREVICO – L’associazione Irpinia mia, che ha sede a Trevico e che opera da diversi anni per la promozione e la valorizzazione della storia e delle tradizioni del territorio irpino, ha organizzato per l’anno scolastico 2015-2016 un ciclo di laboratori destinati ai ragazzi delle elementari e delle scuole superiori di I grado sul tema dei vecchi mestieri.

Il progetto ha preso spunto dalla pubblicazione di un libro intitolato Mestieri domani di Mariangela Cioria, attuale presidente dell’associazione, la quale, attraverso un lungo e paziente lavoro di ricerca, ha raccolto numerose notizie sui mestieri praticati in Irpinia nel passato ed è riuscita a tracciare un ampio e suggestivo panorama delle vecchie attività artigianali, accompagnato da un ricco corredo fotografico.

La presentazione del libro, che si è svolta a Trevico nell’agosto 2015, è stata affiancata da una mostra di vecchi attrezzi artigianali, allestita all’interno del Centro culturale Giuseppe Scola e dalla presenza di vecchi artigiani  che davano dimostrazione del loro lavoro lungo le strade del paese. Il progetto scolastico, intitolato La memoria degli antichi mestieri, ha inteso introdurre tra i giovani la conoscenza delle attività artigianali del passato dando loro una dimostrazione pratica delle diverse lavorazioni.

I laboratori sono stati allestiti nelle scuole di Trevico, Vallata, Vallesaccarda e Scampitella. I mestieri presentati ai ragazzi sono stati quello del cestaio, grazie a Moccia Gerardo e Del Dono Gerardo, il fiscellaio con Vittoria Maria e Puopolo Michelina, la sarta ricamatrice con Moriello Rosaria, la magliaia con Palma Giuseppina e inoltre, l’arte del riciclo ad opera di Pasanen Anya Ritta. Ogni ragazzo si è cimentato nel mestiere per il quale ha espresso la sua preferenza, sotto la guida degli artigiani che hanno insegnato loro i rudimenti della loro tecnica, seguiti con curiosità ed attenzione. I ragazzi hanno lavorato con impegno e, con entusiasmo, hanno realizzato i loro piccoli manufatti.

È stato certamente molto positivo l’impatto educativo del progetto. Nell’era della tecnologia, della digitalizzazione e del consumismo gli studenti hanno imparato che è possibile evitare gli sprechi e riutilizzare, che è possibile realizzare oggetti di uso con materiali che si trovano in natura, che la manualità è una grande risorsa. Al contatto diretto ed esclusivo con il computer che ti dà l’impressione di essere in compagnia ma che in realtà ti isola dal mondo circostante  e che distrae i bambini perfino dal gioco, questi ragazzi hanno sostituito il lavoro manuale fatto in compagnia, hanno socializzato e durante il lavoro sono stati stimolati a riflettere, a ragionare, a valutare il risvolto positivo del lavoro artigianale che oggi è in totale declino ma che potrebbe rappresentare una alternativa interessante per i giovani in questo mercato del lavoro sempre più avaro.

Il ciclo dei laboratori scolastici si è concluso nei primi di aprile ma il progetto prevede una manifestazione conclusiva il 27 maggio quando, all’interno del Centro culturale Giuseppe Scola a Trevico, sarà possibile visitare una mostra allestita con i manufatti artigianali realizzati dai ragazzi delle scuole che hanno aderito all’iniziativa.

 

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