Castel Baronia, il Comune ritorna nel convento

Sabato 18 Giugno 2016 09:15 Salvatore Salvatore
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cultura_castel_baronia_la_chiesa_di_san_francesco.jpgCASTEL BARONIA – Il Comune di Castel Baronia torna nella sua sede storica. Abbandona la casa natale di Pasquale Stanislao Mancini e si trasferisce nuovamente presso  lo storico convento dei Cappuccini, nella via Regina Margherita, a ridosso della piazza centrale. “È una scelta già programmata – dichiara il sindaco Felice Martone – in primo luogo per la funzionalità degli ambienti,  rinnovati interamente  e attrezzati,  e in secondo per consentire al Palazzo Mancini di diventare  punto di riferimento culturale per tutta l’Irpinia”.

Infatti, in occasione delle celebrazioni del bicentenario della nascita del grande giureconsulto, una parte della casa, dove è vissuto fino a sei anni con i genitori e dove è tornato da uomo famoso,  diventerà un museo dove saranno raccolte molte testimonianze della sua vita e delle sue opere.

La sede dove è tornato il Comune è il primo piano del convento dei cappuccini, costruito all’inizio del diciassettesimo secolo col concorso del popolo, del  duca di Flumeri e Castel Baronia  Trifone  de Ponte e del vescovo di Trevico Girolamo Mezzamico. La struttura è stata sempre  danneggiata dai frequenti terremoti che in Baronia hanno distrutto molte testimonianze della storia passata. Resta ancora intatto il chiostro che fu totalmente affrescato tra il 1743 e il 1773 dal pittore beneventano  Liborio Pezzella, con scene della vita di San Francesco e dei frati che l’hanno abitato.

Il convento, ristrutturato dopo il terremoto del 1980,  era dotato di una ricca biblioteca di cui oggi si conservano ancora 250 volumi, stampati tra il Cinquecento e il Seicento. Sono gelosamente conservati nella pregevole biblioteca comunale intestata a Pasquale Stanislao Mancini.

Al convento dei francescani è annessa la chiesa di Santo Spirito che è uno dei capolavori ancora sconosciuti  presenti in Irpinia.