ALTAVILLA IRPINA – Arriva un altro no alla realizzazione dell’impianto di compostaggio a Chianche. Dopo Tufo anche Altavilla Irpina si schiera contro. Sulla questione ha relazionato il sindaco Mario Vanni nella seduta odierna del Consiglio comunale.
“Oggi – ha spiegato il primo cittadino di Altavilla -. auspichiamo una fase nuova, condivisa tra chi vuole esserci, senza processi ad escludendum come accaduto in passato ma offrendo spazi a tutti quelli che ci credono e sono convinti che "la solidarietà sia la sola forza dei deboli". Ora in questo scenario, fortemente sostenuto dagli onorevoli De Mita e Petracca, si inserisce la legge regionale 14 del 2016 e la conseguente manifestazione di interesse del Comune di Chianche ad installare un impianto di compostaggio le cui caratteristiche non risultano ben specificate ma che stando al bando medesimo dovrebbe avere una capacità di trattamento della frazione organica pari a 30.000 tonnellate annue estese su un lotto di 20.000 metri quadri: il che corrisponderebbe ad una percorrenza giornaliera di circa nove automezzi (con capacità di trasporto pari a 10 t ciascuno ovvero circa 30 mc) per tutto l'anno in stradine la cui conformazione appare non ideale per il predetto sovraccarico autoveicolare. Stando ad alcune dichiarazioni parrebbe invece che il progetto sia per un dimensionamento ridotto a circa un terzo.
Ora i punti sono due: primo, un impianto di questo tipo è certamente un impianto industriale e la nostra è sicuramente una zona agricola altamente specializzata; secondo, occorre fare chiarezza sui numeri. Inoltre il dimensionamento dell'impiantistica prevista in provincia di Avellino sembrerebbe superiore al potenziale di produzione della frazione umida proveniente dalla sola provincia di Avellino. Un'ultima incongruenza riguarda il progetto del Comune di Chianche che a dire del sindaco sarebbe di una capacità pari a 10.000 tonnellate annue invece delle 30.000 previste nel bando relativo alla manifestazione d'interesse. Questo equivale a dire che tale proposta non presenta i requisiti specifici richiesti nel bando. Perché allora sarebbe stato scelto il sito di Chianche e non altri Comuni a vocazione industriale che hanno formulato una proposta in linea con il bando?”.
Qui di seguito la relazione del sindaco Vanni




