BARONIA – Con le giornate ormai variabili, che spesso danno più spazio alla presenza del sole, è ormai possibile osservare i danni prodotti dalle abbondanti nevicate e dalle temperature scese fino a otto, nove gradi sottozero. Nella Baronia, in particolare nei territori di Carife, Castelbaronia e Flumeri, dove maggiormente si concentra la coltivazione dell’ulivo, sono evidenti i guasti che hanno prodotto questi fenomeni atmosferici. Un po’ dovunque, negli uliveti dove si concentrano le piante più vecchie, sono evidenti le cadute di grossi rami dovute al peso eccessivo della neve che li ha sovraccaricati. Anche le piantagioni più giovani, seppure in maniera più lieve, hanno subito la rottura di rami o, in molti casi, la rottura totale del tronco.
“Questo è sempre accaduto – commentano gli agricoltori – e purtroppo non possiamo farci niente anche se l’annata prossima subirà una notevole perdita”. Purtroppo, il vero danno agli uliveti lo ha procurato il gelo. L’abbassamento della temperatura fino al limite della sopportazione (7-8 gradi), specialmente per le piante più giovani creerà serie difficoltà per la produzione prossima. Molte piante, mostrano sempre più evidenti i segni dell’inaridimento. In moltissimi casi l’intera chioma non è più verde ma tende al marrone. È il segno evidente che il gelo le ha seccate.
Anche le piante vecchie hanno ricevuto danni dalle temperature basse, sebbene fossero più avvezze al gelo. Le giornate che hanno preceduto le nevicate erano state abbastanza calde da invogliare la crescita dei nuovi germogli. Specialmente sullo strato esterno delle chiome. Quei germogli sono stati letteralmente bruciati dal freddo.
“Non sappiamo ancora come evolverà la situazione – dicono ancora gli agricoltori – ma le previsioni al momento non sono rosee. Agli attacchi della mosca olearia, che l’anno scorso ha dimezzato la produzione, ora si sono aggiunti il gelo e la neve. Speriamo che tutto si ridimensioni sicuramente ne sapremo di più fra qualche settimana quando effettueremo la potatura”.




