CASALBORE – “Le aree rurali in cammino verso lo sviluppo turistico”: questo il tema del convegno organizzato dall’Associazione Slow Tourism Campania in programma sabato prossimo, alle ore 11,00, presso la sala consiliare del Comune di Casalbore. Dopo i saluti del sindaco Raffaele Fabiano e l’introduzione di Giuseppe Ottaiano, fondatore del progetto turistico Terre di Campania, seguiranno gli interventi di Carlo Scatozza, Eugenio Gervasio, Paolo Capozzi, Rosanna Romano, Giovanni Maria Chieffo. Concluderà Maurizio Petracca, presidente della Commissione Agricoltura della Regione Campania. Modera Simone Ottaiano.
Al termine del convegno seguirà la visita alla Torre normanna di Casalbore, simbolo del borgo antico e oggi sede del Museo dei castelli. Costruita agli inizi del XII secolo, la torre rappresentava sia un punto di osservazione, necessario al controllo dei traffici commerciali da e per le Puglie, che un baluardo strategico posto a difesa della sottostante Valle del Miscano. Solo successivamente, intorno ad essa, si sviluppò un complesso architettonico più articolato difeso da bastioni. L’intero complesso, di caratteristico colore grigio chiaro, è costruito nella tipica pietra locale. Suggestiva la torre a pianta tetragona che è anche porta d’accesso carrabile all’intera struttura, che solo successivamente ha visto svilupparsi intorno a una piazza d’armi. Dell’originario fortilizio resta anche una torre più piccola posta a sud-est del coevo tracciato murario. Il castello, così come lo si apprezza oggi, dopo un radicale intervento di restauro, è di origini alto medievali, realizzato in gusto gotico come testimoniano alcuni archi ogivali e bifore. La successiva trasformazione, avvenuta nel Cinquecento ad opera della nobile famiglia Caracciolo, ci mostra che vi erano quattro porte di accesso più una portella. A Ovest la porta beneventana con ponte levatoio, a Est la porta Vallone, a Sud la porta Fontana, a Nord la porta Carrara per il passaggio dei carri e a Sud-Est la Portella (attualmente via G. Maraviglia). L'interno del castello era diviso in due corti, in una delle quali (posta a Est) vi era insediato il seggio popolare per i giudizi della corte marchesale.




