TREVICO – Nella elegante cornice di Palazzo Scola, casa dell’infanzia del grande regista Ettore, scomparso a Roma nel gennaio di due anni fa, è stato presentato il numero speciale della nuova rivista Vicatim che sostituisce la ormai scomparsa Vicum. A fare gli onori di casa la professoressa Maria Raffaella Calabrese De Feo, presidente dell’Associazione culturale “Irpinia mia” che opera a Trevico da dieci anni, organizza un affermato premio di poesia e fotografie e realizza l’estate culturale trevicana.
È stata lei a presentare il prof. Salvatore Salvatore, già direttore di Vicum e fondatore della nuova rivista Vicatim che fa capo ad una omonima associazione culturale di cui Salvatore è presidente. Parlando di Vicatim, Salvatore Salvatore ha tracciato una breve nota delle vicende storico-culturali della Baronia e ha presentato la nuova rivista rivendicando l’idea di aver aperto le collaborazioni a nuovi intellettuali, in particolare della vicina Daunia, e di aver organizzato, con grande accortezza, il numero speciale in occasione del bicentenario della nascita del conterraneo Pasquale Stanislao Mancini, eccezionale figura di patriota, politico, giurista, letterato e musicista.
Dopo Salvatore ha preso la parola il direttore della nuova rivista, Faustino De Palma, che ha spiegato le ragioni che hanno fatto dedicare un numero speciale a Mancini. “Se consideriamo le idee espresse da questo nostro grande conterraneo dell’Ottocento – ha detto De Palma – scopriamo che la sua modernità è chiara ed evidente e ci aiuta a capire alcuni profili dell’odierno contesto socio-politico, e non solo del nostro Paese. Possono sembrare valutazioni esagerate, ma basta considerare anche singole porzioni della sua attività per comprenderne il senso. L’abrogazione della prigionìa per debiti, la funzione rieducativa della pena, la tutela accordata ai cittadini nei confronti dello Stato e della pubblica amministrazione, l’abolizione della pena di morte sono solo alcun dei molteplici argomenti che egli affrontò e che risentirono, nella loro successiva evoluzione storica e fino ai giorni nostri, della spinta propulsiva iniziale data dal suo pensiero. Se vogliano comprenderne appieno la portata rivoluzionaria non possiamo che richiamare quella parte dei suoi studi che più incise ed influenzò (fino ai giorni nostri) l’evoluzione del diritto all’autodeterminazione dei popoli. È l’idea di “Nazione” – ha concluso De Palma – quella che, più di ogni altra cosa, rende originale ed attuale il pensiero di Mancini”.
A seguire hanno preso la parola il vice presidente dell’Associazione Vicatim, Valentino D’ambrosio, e l’architetto Giovanni Luigi Panzetta studioso di archeologia. È seguito il dibattito.




