MONTEVERDE – Nella sala convegni del castello di Monteverde è stata presentata la ristampa, curata dalla casa editrice Delta3 di Grottaminarda, del libro di Vito Buglione, Monteverde, già pubblicato nel 1929. La ristampa, voluta fortemente dall’amministrazione comunale, “non solo per onorare la memoria dell’autore, documentato e accorto storico – ha detto il sindaco Francesco Ricciardi nel suo saluto – ma anche per dotare ogni famiglia di una copia di quest’opera che rappresenta la memoria e le radici sulle quali è radicata la nostra appartenenza a questa terra e dalle quali hanno preso il via le vicende che hanno caratterizzato la nostra comunità fin dai tempi più antichi”.
Del libro hanno parlato gli studiosi Salvatore Salvatore e Carmela Tetta. Il primo, riferendosi alle intuizioni del Buglione sul passaggio della via Appia da queste parti, ha riferito alcune affermazioni in merito, fatte dal compianto prof. Werner Johannowky, archeologo di fama nazionale, che poneva come punto di riferimento della via Appia l’antica Aquilonia che corrisponderebbe all’attuale Lacedonia. A proposito del capitolo III del libro, che parla dei coloni e delle monete della Magna Grecia, Salvatore ha riferito del rapporto dei Sanniti con la Magna Grecia, testimoniato dalla necropoli di contrada Addolorata di Carife. “Nelle tombe a camera di contrada Addolorata – ha detto Salvatore – sono state rinvenute alcune sepolture col rito dell’”incinerazione” che era utilizzata esclusivamente dai Greci, mentre i Sanniti inumavano in maniera supina. In più – ha continuato Salvatore – in quelle tombe è stato trovato lo “strigile” che è un oggetto per detergere il sudore ugualmente utilizzato esclusivamente dalla civiltà greca”.
A Salvatore ha fatto eco la professoressa Carmela Tetta che, dopo aver condiviso e confermato le quanto appena esposto, ha introdotto il problema della viabilità parlando dei ponti che insistono sull’Ofanto e che si trovano a poca distanza dall’attuale Monteverde. Subito dopo ha dibattuto alcuni argomenti del capitolo II nel quale Vito Buglione trattava dei Pelasgi e gli aborigeni in Italia, dei discendenti di Iafet, gli elleni, migrati nell’Asia e in Italia. A chiusura del suo intervento Carmela Tetta ha rivisitato l’ultima parte del capitolo in cui l’autore parla delle mura pelasgiche, delle monete e dei vasi etruschi di Monteverde nonché delle necropoli esistenti nel territorio. Ha chiuso la presentazione l’editore Silvio Sallicandro che ha sottolineato l’utilità di questa ristampa e l’eccezionale lavoro che è stato fatto per renderlo molto più leggibile e comprensibile rispetto alla edizione del 1929.
Il dibattito riservato al pubblico ha fatto registrare l’ottimo intervento della signora Corbo, studiosa della storia e delle tradizioni monteverdesi, che ha parlato del suo rapporto con la famiglia di Vito Buglione. È intervenuto anche Michele Miscia di Lacedonia che ha confermato alcune tesi esposte durante la presentazione circa il passaggio della via Appia nel territorio di Monteverde.




