No al biodigestore, appello del coordinamento alla mobilitazione generale

Giovedì 23 Agosto 2018 18:31 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia10_biodigestore.jpgTUFO – La decisione della Regione Campania di consentire al Comune di Chianche - tra l’altro solo attraverso una deliberazione del sindaco senza convocazione del  Consiglio comunale né informando la popolazione e gli operatori locali - di costruire un impianto di trattamento dei rifiuti nell’area Docg del “Greco di Tufo” è di una gravità inaudita che rischia di compromettere lo stesso  riconoscimento di zona agricola di pregio e di tutela e valorizzazione paesaggistica. In altre regioni del Paese – si legge in un comunicato del coordinamento No al biodigestore – le aree di pregio agricolo e naturalistico sono state tutte preservate dall’insediamento di simili impianti  tanto che alcune di esse sono state riconosciute dall’Unesco  patrimonio universale dell’umanità. Solo in Campania queste aree diventano luoghi di conferimento e trattamento industriale dei rifiuti, nonostante sia risaputo la ciclicità di emergenze, in particolare nell’area metropolitana della regione, che puntualmente ricadono sui nostri territori.

Mente spudoratamente chi crede di rovesciare il problema ponendo la domanda: “Ma i rifiuti dove li dobbiamo mettere?” perché sia le leggi nazionali che quelle regionali in materia dicono tutte espressamente che questi impianti vanno collocati nelle are industriali già operative e vicine agli svincoli degli assi di maggiore collegamento viario. Il sito di Chianche è, invece, palesemente un’area produttiva inesistente, situata a pochi metri dal passaggio a livello della linea ferroviaria, che dista ben 18 km dal casello Avellino-Est, che obbligherà  la colonna dei compattatori ad attraversare diversi centri abitati e ben 5 Comuni, con   una viabilità già di per sé precaria e penalizzante e una collocazione nel cuore dell’area Docg del “Greco di Tufo” .

La soluzione dei mega impianti industriali per i rifiuti organici, che costano  alle comunità ben 14 milioni di euro, non è l’unica perseguibile in quanto vi sono sistemi alternativi sostenibili e compatibili con le dimensioni dei nostri piccoli centri rurali, come la compattazione di prossimità territoriale o di comunità, che poteva seriamente essere introdotta coinvolgendo i Comuni ed evitando, in tal modo, di chiamarli all’asta accattivante dell’avviso pubblico per impiantare i biodigestori. La nostra non è una battaglia di categoria, ma di civiltà, che interessa indistintamente la comunità della Valle del Sabato e dell’intera Irpinia  perché se passa l’imposizione di Chianche tutte le aree Docg della nostra provincia saranno irrimediabilmente esposte e la ferita sarà inferta alla stessa immagine di tutta la nostra  regione con gravi conseguenze al già delicato processo di valorizzazione turistica dei nostri territori e al suo sistema economico.

Per queste serie motivazioni questo coordinamento, che non è un gruppetto protestatario ma il cartello, sempre più vasto, formato dai Comuni del’area Docg e della Valle del Sabato, da consorzi di tutela di rilievo provinciale e territoriali, decine di associazioni ambientaliste e di tutela della filiera agro-alimentare, Pro Loco, associazioni di consumatori, associazioni di categoria agricola e tanti liberi cittadini, invita tutti a sostenere questa nostra battaglia di civiltà che non è condotta nel nome di  un “No” dettato da pregiudizio  ma di un “Sì” per  una diversa soluzione del problema dei rifiuti e una difesa e valorizzazione delle nostre terre.

Vi aspettiamo tutti e tutte sabato 15 settembre alla “manifestazione pubblica…in movimento” che alle ore 9.00 partirà con tanti automezzi dal casello autostradale Avellino Est per concludersi  presso l’area del ponte “dei Santi” di Altavilla Irpina.

Aggiornamento del 24 agosto 2018, ore 13.33 - Sinistra Italiana - Il Coordinamento provinciale di Avellino di Sinistra Italiana aderisce alla mobilitazione generale promossa per il 15 settembre dal Comitato"No al biodigestore nell'area Docg del "Greco di Tufo" condividendone gli obiettivi e le motivazioni, per la ricerca di una diversa politica della gestione dei rifiuti in Irpinia e per la promozione di uno sviluppo sostenibile dei nostri territori rurali.